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Serie A

Il Belgio è primo solo quando non conta: la ‘golden generation’ al tramonto

Scritto da
Alessandro Montano

Belgio fuori dai Mondiali, preso a pallonate anche dalla Croazia: il primato nel Ranking FIFA è stato solo un’illusoria consolazione

Da quando hanno fatto irruzione nei top club europei, i talenti fiamminghi sembravano destinati a prendersi la ribalta anche in campo internazionale. Eppure, il Belgio è soltanto il riflesso di una stanca promessa che non è mai stata capace di realizzarsi in questi otto anni. E il primato nel Ranking FIFA (ormai andato, visto il sorpasso del Brasile) conta poi il giusto, quando a disposizione hai quei nomi e quella qualità.

Soprattutto, conta il giusto quando il venir meno agli appuntamenti importanti diventa quasi una regola. Al netto della semifinale Mondiale del 2018 (persa contro la Francia poi campione), l’andamento della selezione belga non è mai stata all’altezza dei calciatori e del talento degno di una ‘nobile’ internazionale. Basta riavvolgere il nastro sulle ultime competizioni: fuori ai quarti di Brasile 2014, e fuori anche ai quarti di Euro 2016 ed Euro 2020, rispettivamente contro Galles e Italia.

Il tramonto del Belgio al Mondiale 2022: la ‘golden generation’ è solo un ricordo

Il tutto, aggiunto all’eliminazione ai gironi in questo Mondiale, dove il Belgio era chiamato a fare la voce grossa in un gruppo morbido con Croazia, Marocco e Canada. E invece, agli ottavi vanno le prime due, mentre ai fiamminghi resta in mano l’ennesimo cerino e l’amara consapevolezza di una generazione arrivata al tramonto. Come ammesso dallo stesso De Bruyne, i Red Devils non hanno più la carta di identità dalla propria e in Qatar è apparso evidente il grigiore che ormai avvolge i volti migliori di questa Nazionale.

Le quattro occasioni sprecate da Lukaku sono soltanto l’ultimo dei rimpianti di un Belgio ormai arrivato al capolinea. La Croazia ha preso letteralmente a pallonate la porta di Courtois, oggi migliore in campo per una formazione risultata smarrita e senza un’identità ben definita. Ancora un boccone amaro per una Nazionale che per anni è stata prima e dominante solo secondo i cervellotici calcoli della FIFA e del suo ranking. Un primato illusoriamente consolatorio per il CT Martinez ed il re Filippo.

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