Fino al 117′ di Brasile-Croazia, Neymar ha sognato di entrare da trionfatore sul libro dei primati ma il calcio e i Mondiali sono spietati
Non sono bastati 21 tiri, 11 dei quali nello specchio della porta, al Brasile di Tite per estromettere dalla competizione la Croazia di Luka Modric. Per i ‘verdeoro’ il dramma si è concretizzato in questa occasione dagli undici metri. Eppure, i sudamericani hanno creato le occasioni migliori del match, scontrandosi però sempre davanti a Livakovic.
Il portiere croato si è opposto a qualsiasi tentativo di Neymar e compagni, che hanno comunque mantenuto una pressione abbastanza costante nei venticinque metri finali.
Ad un certo punto, il passaggio del turno è sembrato scritto negli astri. E invece un altra grande delusione ha relegato in secondo piano un accadimento storico.
In Qatar, Neymar ha pianto. Ha pianto tanto questa sera ma non sono state le lacrime che tutto il suo Paese avrebbe voluto versare. No, perché la storia dei Mondiali è stata nuovamente inflessibile con il Brasile.
L’attaccante del PSG ha sbloccato il match contro la Croazia al 106 minuti di una sfida che ha visto calciare verso lo specchio praticamente soltanto la squadra di Tite. L’occasione fallita da Brozovic qualche minuto prima del vantaggio del Brasile e la successiva rete di Neymar sembrava l’interpretazione di un copione già preparato, con l’attaccante di Mogi das Cruzes che con il suo 77esimo gol con la nazionale ha raggiunto Pelé in cima alla classifica dei marcatori di tutti i tempi con la maglia brasiliana.
E, invece, al 117’ Bruno Petkovic – un passaggio senza troppe prima pagine in Italia (ha giocato con Catania, Varese, Reggiana, Trapani, Bologna e Verona) – ha firmato il gol più importante della sua carriera davanti a ‘O’Ney’ nell’unico tiro compiuto dalla Croazia verso lo specchio della porta nei 120’ di gioco. Tre minuti che hanno precluso a Neymar la possibilità di presentarsi da vincitore sull’altare del calcio.
A solcare con le lacrime definitivamente il volto del brasiliano ci ha pensato poi Livakovic. Un pianto sconsolato, non solo quello dell’attaccante del PSG ma anche quello di tutti i suoi compagni. La super sfida e rivincita con l’amico Lionel Messi è abortita prima che l’argentino entrasse in campo.
Il Mondiale del Brasile si conclude per la quarta volta nelle ultime cinque edizioni nei quarti di finale. Mai come questa volta però nelle occasioni recenti era sembrato attrezzato come oggi. Petkovic e Livakovic, senza pietà, hanno tolto un po’ di romanticismo a questa storia brasiliana. L’ingresso sul libro dei primati è inglorioso.
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