José Mourinho non si trattiene al termine di Roma-Inter e interviene duramente sulla questione arbitri: il riferimento è netto.
Monza-Roma dello scorso turno di campionato in Serie A ha avuto un protagonista su tutti, ovvero il tecnico José Mourinho. Al termine della gara l’allenatore portoghese non si era risparmiato in merito a una presa di posizione di dura condanna nei riguardi della gestione arbitrale del direttore di gara, Chiffi.
A tal proposito si era esposto a difesa della categoria Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, dichiarando: “I tecnici italiani sono dalla parte degli arbitri, senza se e senza mai. Anzi senza Mou… Ma non c’è molto da scherzare. Le dichiarazioni di Mourinho sono gravi e inaccettabili”.
L’allenatore della Roma, infatti, aveva pubblicamente confessato di essere andato in panchina, indossando un microfono per registrare i colloqui fra lui e il gruppo arbitrale, durante il match. Una strategia “difensiva”, alla luce delle conseguenze disciplinari che spesso sconta per atteggiamenti piuttosto accesi nei riguardi dei direttori di gara.
Inevitabile è stato riaprire la grossa parentesi sulla delicata situazione al termine di Roma–Inter. La squadra giallorossa ha perso un altro treno per la qualificazione in Champions League durante la prossima stagione, soccombendo alle due reti nerazzurre, messe a segno da Dimarco e Lukaku. Con questo risultato la Roma entra ufficialmente in un periodo critico con soli due punti raccolti nelle ultime quattro partite.
“Ai miei ho detto che avevo un tremendo orgoglio, che ringraziavo loro per lo sforzo fatto. A causa degli infortuni, c’è stato chi ha giocato con una gamba solo e chi con una frattura intercostale, facendo infiltrazioni. Ringrazio i bambini che lavorano sempre con noi”, esordisce Mourinho a ‘DAZN’, che apostrofa poi così la classe arbitrale e anche Ulivieri: “Durante la partita accadono episodi dei quali parlerà la società se vorrà. Non io. Anche perché sono stato distrutto e attaccato sull’etica e l’educazione, ma mi fa gioia. Perché? Perché mi ha attaccato una persona squalificata per tre anni per scommesse. Mi fa piacere”.
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