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Serie A

Lo sciopero del silenzio di Mourinho è in portoghese, vincerà anche stavolta?

Scritto da
Sabrina Uccello

José Mourinho protagonista non solo per i risultati della sua Roma, ma anche per la decisione “linguistica” inaspettata: l’episodio più chiacchierato.

Il suo show è più esteso di quello delle altre squadre. José Mourinho è capace di renderlo appetibile sia osservando i suoi uomini in campo sia affidandogli un microfono. Negli anni ha ampiamente dimostrato di non temere alcun confronto, in nessun territorio. Riesce a “rubare il mestiere” qualunque sia e di eccellere nel suo, sebbene non con le migliori promesse.

José Mourinho “protesta” in portoghese (ANSA) – serieanews

La Roma, che di certo non aveva cominciato la stagione convincendo la platea sportiva all’unisono, ha recuperato terreno, grazie anche all’idillio finalmente scattato fra Paulo Dybala e Romelu Lukaku fino ad agguantare il quarto posto e raccogliere – in Serie A – quattro risultati utili consecutivi, che oggi regalano un relativo vantaggio sulle concorrenti. Arrivare a tale punto è costato a José Mourinho, per la prima volta probabilmente messo realmente in discussione sulla funzionalità delle sue scelte di campo. L’ambiente romano però non l’ha mai deluso, anzi gli è stato accanto anche nei momenti meno gioiosi.

Lo farà anche adesso che il tecnico lusitano è sotto inchiesta da parte della FIGC a causa di alcune dichiarazioni rivolte alla classe arbitrale, in occasione della presentazione del match poi vinto contro il Sassuolo. Un procedimento disciplinare deciderà per una multa fino a 50mila euro oppure opterà per una squalifica a causa di dichiarazioni considerate lesive dalla Federcalcio. I vertici della Roma hanno già espresso solidarietà nei riguardi del portoghese, ma non necessariamente sarà uno strumento adeguato per contenere le decisioni degli organi competenti.

I precedenti fra José Mourinho e l’arbitro Matteo Marcenaro

La frase finita sotto accusa è stata rivolta da Mourinho al direttore di gara Matteo Marcenaro e il VAR di Marco di Bello. Lo Special One non è riuscito a trattenere o meglio scegliere i concetti giusti per esprimere un’amarezza che, a quanto pare, si trascina dietro dai tre match precedenti col medesimo arbitraggio. A precisa domanda, infatti, ha risposto alla stampa: “La sensazione è che non abbia la stabilità emozionale per una gara di questa livello”.

La risposta di Mourinho in diretta tv agli arbitri (ANSA) – serieanews

Proprio il concetto di “stabilità emozionale” è divenuto protagonista di una bolla di sapone che potrebbe inumidire l’intero contesto, scoppiando. Probabilmente il riferito dell’allenatore era al Monza-Roma del maggio scorso, quando il portoghese fu duro verso l’arbitro Chiffi e e ottenne così due giornate di squalifica con un’ammenda da 50mila euro. Una pena assegnata anche a causa del report proprio dell’arbitro genovese. Altre polemiche sono poi avvenuta nel Cagliari-Roma di ottobre, quando Marcenaro segnalò da quarto uomo le eccessive proteste di Mourinho verso l’arbitro Sozza. Ultimo dei tre contesti dovrebbe corrispondere al recente Roma-Udinese, quando il vice Salvatore Foti è stato espulso dall’arbitro Massimi su possibile segnalazione giunta da bordo campo.

Episodi che secondo il giudizio di José Mourinho sarebbero inequivocabilmente severi oltremodo e pregiudicati dall’atteggiamento a priori considerato provocativo da parte del tecnico. Quest’ultimo, che in occasione di Sassuolo-Roma non ha seguito la squadra nel riscaldamento in campo per restare in pullman con Foti a ultimare la strategia di gioco, ha allora risposto a modo suo: con lo sciopero del silenzio. Relativamente però all’italiano.

Il silenzio “portoghese” dello Special One

José Mourinho ha atteso che il solito Dybala e Kristensen portassero i giallorossi alla vittoria di campionato e poi svelto e con lo sguardo furbo è intervenuto a ‘DAZN’, parlando portoghese con un apposito interprete preposto dal club. Sorpresa generale da parte dei giornalisti dell’emittente, già consapevoli del siparietto che sarebbe accaduto. Una sorta di auto-difesa, dinanzi all’inchiesta della Federcalcio: “Parlo portoghese perché pare che il mio italiano non sia sufficientemente forbito e forte per esprimere determinati concetti. Ho parlato di stabilità emotiva come di una qualità che nella vita è necessaria per poter rendere ai massimi livelli. Un concetto importante nello sport, ma evidentemente in italiano serve trovare una parola che esprima meglio l’idea”. Una stoccata senza riferimenti, che dà al pubblico la possibilità – ancora una volta – di partecipare davanti alle telecamere e di essere parte attiva di un procedimento altrimenti privato.

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