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Serie A

Arbitri sotto accusa, ma il problema parte da media e tifosi

Scritto da
Valerio Moggia

Gli arbitri sono, oggi più che mai, al centro delle polemiche in Serie A. Ma il clima attorno a loro, tra media e tifosi, dovrebbe preoccupare di più.

È innegabile che questi ultimi mesi non siano stati certo i più brillanti, per il mondo arbitrale italiano. Che si siano verificati diversi errori difficili da comprendere è sotto gli occhi di tutti, e per il momento iniziative come “Open VAR” non stanno sortendo alcun concreto effetto. Ma se l’AIA deve necessariamente lavorare per venire a capo di questi problemi, sarebbe sbagliato pensare che in tutta questa vicenda gli arbitri siano l’unica parte sotto accusa.

L’arbitro Fabbri, al centro delle polemiche di Inter-Verona. (Ansa Foto) SerieAnews.com

Il clima attuale in Serie A è infatti eccessivamente ostile nei confronti dei direttori di gara. “Eccessivamente” perché, se è vero che gli errori ci sono stati, chiunque abbia un minimo di memoria storica dovrebbe sapere che non sono una novità nel calcio italiano. La situazione presente è tutt’altro che eccezionale, ma i comportamenti rivolti negli ultimi mesi agli arbitri lo sono stati. Tutti, dai tifosi ai giornalisti, dovremmo domandarci se non si stia esagerando il problema.

Le dichiarazioni di Sogliano nel post Inter-Verona sono emblematiche di questo problema. Il ds scaligero aveva parlato di una “mancanza di rispetto” nei confronti della sua squadra per la convalida di un gol irregolare all’Inter. Eppure, Sogliano ha volutamente ignorato di considerare che poco dopo al Verona è stato concesso il rigore per pareggiare. Se si voleva mancare di rispetto ai veneti, non si sarebbe accordato loro nemmeno il penalty; in caso contrario, è ovvio che le parole del dirigente sono state esagerate.

Il clima attorno agli arbitri dovrebbe farci tutti riflettere

È una tradizione del calcio italiano, per quanto sciagurata, quella di fossilizzarsi troppo sugli errori arbitrali. Lo fanno da sempre i tifosi, e i media non mancano di cavalcare l’onda del malcontento. Ma sempre più di recente questi atteggiamenti vengono ripresi anche dai dirigenti dei club e dagli allenatori. José Mourinho ha ormai ingaggiato una crociata contro i direttori di gara, che gli sta tornando utile anche per compattare il pubblico romanista in suo favore nei momenti di difficolà.

Aureliano, l’arbitro scontratosi con Mourinho durante Roma-Atalanta. (Ansa Foto) SerieAnews.com

Parole come quelle di Gasperini di ieri sera, invece, sono sempre più una rarità. “In queste condizioni per gli arbitri è quasi impossibile dirigere con serenità” ha detto nel post-partita, sottolineando il clima teso del match. La considerazione delle pressioni che subiscono i direttori di gara non può sminuire il giudizio sui loro errori, ma non può nemmeno restare del tutto fuori dal discorso.

Se gli arbitri hanno il dovere di assumersi la responsabilità delle proprie mancanze e lavorare per risolverle, tifosi e giornalisti dovrebbe riconoscere la responsabilità nella creazione di un clima ormai tossico. E che, soprattutto nelle serie minori, sta avendo conseguenze serie e quasi del tutto ignorate. In questi anni, infatti, si è registrato un aumento delle aggressioni nei confronti dei direttori di gara, soprattutto di quelli più giovani. E questo è molto più grave di un rigore non fischiato.

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