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Sfacelo Roma, Luis Enrique aveva previsto tutto: queste parole oggi suonano profetiche

Scritto da
Antonio Papa

C’è chi parte e vince tutto, e chi resta a contare le macerie. Luis Enrique aveva capito prima di tutti dove stava il problema. Quelle frasi dimenticate raccontano una verità scomoda per la Roma. Perché certi fantasmi, a Trigoria, non se ne sono mai andati

Sfacelo Roma, Luis Enrique aveva previsto tutto: queste parole oggi suonano profetiche (AnsaFoto) – serieanews.com

Si parla sempre di colpe, di moduli, di allenatori, di presidenti. Ma alla fine, quando si guarda la Roma, si ha la sensazione che il problema sia sempre lo stesso, da decenni: una macchina che si inceppa, un ambiente che divora tutto. Tecnici esperti, giovani rampanti, profili internazionali, ex bandiere: chiunque ci passi finisce per uscirne logorato, prosciugato, sconfitto più dalle dinamiche interne che dagli avversari. Con la speranza che ora Gasperini possa invertire la tendenza.

Basta guardare l’ultimo decennio per accorgersene: Luciano Spalletti, risucchiato nel vortice delle pressioni; Paulo Fonseca, lasciato solo tra infortuni e critiche; José Mourinho, celebrato al grido di “Special One” e poi scaricato tra spaccature e accuse incrociate; Daniele De Rossi e Ivan Juric, ultimi a tentare di rimettere ordine in un caos che sembra sistemico. A Roma non si salva nessuno.

E allora viene da chiedersi: dov’è il cuore del problema? Forse è più profondo di un cambio in panchina o di un colpo di mercato mancato. Forse il nodo è culturale, ambientale, strutturale. Un club che non riesce a proteggere chi lavora, che non sa fare squadra fuori dal campo, che non regge all’onda emotiva di una piazza straordinaria ma esigente e spesso impaziente.

Le parole di Luis Enrique del 2012: oggi sembrano profetiche

Ed è proprio qui che tornano a galla, come un colpo allo stomaco, quelle parole pronunciate da Luis Enrique. Era il maggio 2012, la Roma chiudeva una stagione grigia, e lui annunciava l’addio alla squadra.

Le parole di Luis Enrique del 2012: oggi sembrano profetiche (AnsaFoto) – serieanews.com

Il tecnico spagnolo disse: “Me ne vado perché sono stanco. Questo è un bel posto, ma c’è bisogno di un po’ più di aiuto. E lo dico per chi verrà dopo di me. Per me è stato un grandissimo piacere allenare la Roma, ma mi sono pentito di venire qui. Dei tifosi non hanno capito quel che faccio”.

Parole pesanti, che all’epoca vennero archiviate come l’amarezza di un allenatore che non aveva sfondato. Ma oggi suonano quasi profetiche. Perché Luis Enrique, dopo aver lasciato Roma, ha vinto tutto: il Triplete col Barcellona, i trofei col Paris Saint-Germain, il rispetto internazionale con la fama del “vinci-finali”. Eppure, a Trigoria, quell’avvertimento sembra essere rimasto lettera morta.

Quel famoso striscione in Curva Sud, “Luis vattene da Roma, s’è liberato er posto al Barcellona”, oggi fa riflettere: si esulta quando qualcuno parte, ma poi ci si accorge di ciò che si è perso. E si resta sempre lì, a ricominciare da capo, senza mai capire davvero cosa non funziona.

Forse è arrivato il momento di rileggere quelle parole non come uno sfogo, ma come una diagnosi. Senza una struttura forte, senza un ambiente che protegga, senza pazienza, nessun allenatore potrà mai vincere davvero a Roma. Non basta cambiare la guida tecnica. Serve cambiare pelle. O, forse, come direbbe qualcuno, serve un esorcista. Chissà se Gian Piero Gasperini sarà in grado di scardinare queste dinamiche e riportare la Roma in alto.

Luis Enrique “guru” anche fuori dal campo: il suo stile di vita fa scuola

Basterebbe guardare cosa ha raggiunto in carriera Luis Enrique dopo Roma per capire l’enorme granchio che all’epoca presero i dirigenti romanisti e i tifosi. Con l’ennesimo triplete in una squadra diversa Lucho è diventato uno dei personaggi più influenti dell’intero sistema calcio oltre ad essere un personaggio a cui tutti sono affezionatissimi visto anche il dramma vissuto qualche anno fa: sua figlia Xana è morta nel 2019 all’età di 9 anni a causa di un osteosarcoma, un cancro alle ossa.

Luis Enrique “guru” anche fuori dal campo: il suo stile di vita fa scuola – serieanews.com

Una notizia tremenda, che all’epoca fece piangere davvero tutti. Ma da lì in poi il mister spagnolo si è pian piano ripreso, ha avuto successo e ora è un po’ “guru” anche al di fuori del terreno di gioco. Ad esempio c’è un’attività che lui pratica e che ha svelato nella docuserie a lui dedicata su Movistar Plus: si chiama “grounding” e ce l’ha raccontato bene il sito dieta.com in un approfondimento a lui dedicato.

“Faccio grounding da un anno e non ho più né allergie né raffreddore”, ha spiegato Luis Enrique. Si tratta di una pratica che consiste nel camminare scalzi su superfici naturali. Terra, sabbia, erba: ogni superficie è utile per ristabilire il contatto con l’energia della Terra e ammazzare stress e inquinamento elettronico.

Il grounding si basa sull’uso consapevole dei cinque sensi per interagire con l’ambiente circostante. Una pratica che dà molti benefici soprattutto nel ritrovare la connessione con se stessi. Uno dei tanti segreti di Luis Enrique e del suo grande successo come allenatore e come uomo.

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