Inter, cosa aspettarsi dalle battute finali del mercato: due affari in ballo

Le ultime ore di mercato possono cambiare il volto dell’Inter o confermarne la solidità. Tra chi resta in bilico e possibili arrivi in extremis, non è ancora detta l’ultima parola

Christian Chivu seduto sulla panchina dell'Inter con un'espressione preoccupata
Inter, cosa aspettarsi dalle battute finali del mercato: due affari in ballo (AnsaFoto) – serieanews.com

È stato un mercato principalmente conservativo quello dell’Inter di Cristian Chivu. L’allenatore rumeno ha provato a preservare il gruppo che lo scorso anno ha fatto davvero molto bene portandosi a casa una finale di Champions, uno scudetto sfiorato e una semifinale di Coppa Italia.

Certo, alla fine resta un pugno di mosche, ma la squadra ha dimostrato di essere valida fino a maggio e poi si è sbriciolata anche per questioni extracampo. Per questo non c’era bisogno di intervenire chissà quanto su un gruppo già forte di per sé e lo dimostra il 5-0 rifilato al Torino alla prima di campionato.

Eppure qualche colpo per arricchire il tasso tecnico della squadra è arrivato eccome. A centrocampo l’innesto di Petar Sucic ha già mostrato di poter essere un gran colpo. Luis Henrique sulla destra darà una grossa mano a Dumfries e Chivu lo sta provando anche a sinistra.

In avanti l’arrivo di Bonny e quello di Pio Esposito alzano sicuramente l’asticella rispetto allo scorso anno quando Taremi, Correa e Arnautovic non sono riusciti a dare le giuste garanzie a Simone Inzaghi.

Cosa manca al mercato dell’Inter: due cessioni potrebbero sbloccare gli arrivi

Resta adesso un po’ di sovraffollamento a centrocampo e qualche equivoco di troppo legato alle diverse caratteristiche dei calciatori a disposizione. Sucic potrebbe prendersi subito un posto da titolare e scalzare uno dei “vecchi” dello scorso anno, probabilmente Mkhitaryan o Calhanoglu, ma la stagione è lunga e ci sarà spazio per tutti.

Davide Frattesi esulta dopo un gol con la maglia dell'Inter
Cosa manca al mercato dell’Inter: due cessioni potrebbero sbloccare gli arrivi (AnsaFoto) – serieanews.com

Detto questo, a due giorni dalla fine del mercato potrebbe succedere ancora qualcosa, anche se tendenzialmente la sensazione è che resterà tutto invariato. Sarebbe però un errore sedersi sul 5-0 al Torino. Marotta lo sa bene e per questo sta sondando la situazione circostante per capire se può esserci qualche movimento, prima in uscita e poi in entrata.

La prima incognita riguarda la situazione di Davide Frattesi. C’è un interesse forte dal Newcastle, ma per ora non si è andati oltre i sondaggi. Se arrivasse un’offerta vera, di quelle capaci di far vacillare la dirigenza, l’Inter la valuterebbe.

L’altro nome è Benjamin Pavard: francese, ingaggio alto, età non più verdissima. Tradotto, è uno di quelli che se arriva la proposta giusta può essere sacrificato. Una sua uscita aprirebbe automaticamente lo spazio per un nuovo difensore, con la sensazione che lo scouting guarderebbe soprattutto all’estero.

Inter, le (im)probabili entrate: occhio sempre a Frendrup e Lookman

Sul fronte entrate il nome più concreto è quello di Frendrup del Genoa, profilo interessante per caratteristiche e margini di crescita. All’Inter piace da tempo ed andrebbe ad integrare una mediana fatta di calciatori con caratteristiche molto diverse tra loro, ma la sensazione è che prima andrebbe piazzato anche Zielinski, oltre a cedere Frattesi.

Ademola Lookman sconsolato con le braccia ai fianchi
Inter, le (im)probabili entrate: occhio sempre a Frendrup e Lookman (LaPresse) – serieanews.com

In attacco invece resta in sottofondo la suggestione Lookman: affare complicato, ormai quasi impossibile a così poco dalla chiusura, ma se davvero l’Atalanta abbassasse le pretese, Marotta non resterebbe a guardare. Sarebbe il classico colpo last minute da ribalta, ma per ora più un’ipotesi che altro.

Alla fine i binari sono due: o la continuità totale, con questo gruppo che resta intatto e già pronto per affrontare la stagione, o un finale a sorpresa, con una o due cessioni di peso che aprono la porta a nuovi movimenti. In entrambi i casi, l’Inter parte da basi solide. Non è il mercato delle rivoluzioni, ma quello delle piccole mosse giuste. E a volte basta questo per fare la differenza.

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