Panchine bollenti: la situazione degli allenatori top del nostro campionato

Stipendi che pesano, risultati che bruciano, telefonate che cambiano traiettorie. Le panchine più calde della Serie A entrano in un inverno di decisioni: chi firma, chi aspetta, chi alza l’asticella. Nel mezzo, una corsa alla Champions che divide e unisce.

Siamo al giro di boa del campionato e già si stanno delineando le gestioni più virtuose e quelle che invece lasceranno strascichi dolorosi per poi sancire una separazione a fine stagione. Al momento però nelle zone alte della classifica non sembrano esserci situazioni di criticità che fanno pensare a un ribaltone nel prossimo futuro.

Panchine bollenti: la situazione degli allenatori top del nostro campionato
Panchine bollenti: la situazione degli allenatori top del nostro campionato – serieanews.com

La Juventus è l’unica che ha già cambiato prima che fosse troppo tardi. E ora osserva, calcola, attende. Luciano Spalletti è arrivato a ottobre. Ha accettato un ingaggio da 2 milioni netti per chiudere la stagione. È una scelta pesante per un tecnico abituato a guadagnare almeno il doppio. Nel frattempo, la risoluzione firmata da Igor Tudor ha liberato circa 5 milioni. Comolli ha tagliato un costo ingombrante.

Il segnale è evidente: ci sono più risorse per un rinnovo di Spalletti. Ma il club subordina ogni passo alla qualificazione in Champions. Senza Europa, niente autonomia piena. E il tecnico vuole un orizzonte medio. Il suo progetto tecnico guarda almeno al 2028. Il primo esame? Il mercato di gennaio. Vedremo se la dirigenza seguirà le sue richieste. Ad oggi non risultano offerte formali di prolungamento. Il tema resta aperto.

Chivu e Allegri: Milano si gode due gestioni positive

A Milano si vive un equilibrio mobile. Il Milan ha in panchina Massimiliano Allegri, sotto contratto fino al 2027. Esiste una clausola che estende al 2028 in caso di Champions League. È un dettaglio che incide sulle scelte di campo. Allegri ha ricucito il rapporto con l’ambiente. Ha vinto fiducia con pragmatismo e risultati.

Christian Chivu
Chivu e Allegri: Milano si gode due gestioni positive (AnsaFoto) – serieanews.com

Ma le mosse di mercato sono state condivise solo in parte. Il piano di potenziamento a lungo raggio non è definito. È difficile immaginare un nuovo accordo senza un campionato di alto livello. Anche qui, il risultato guida la penna.

L’Inter ha consegnato a Christian Chivu l’eredità di Simone Inzaghi. Marotta e Ausilio hanno scelto lui dopo il no di Fabregas. Hanno firmato un biennale. Hanno fissato uno stipendio da 2 milioni, congruo per un debuttante di fascia alta. L’avvio è solido. Se la rincorsa in Serie A e il cammino europeo resteranno su questa rotta, un ritocco diventa probabile. Oggi non c’è un dossier in chiusura. C’è un benchmark: continuità e crescita.

Conte resta al Napoli? Dipende…

E poi c’è Antonio Conte. Fa storia a sé. Il Napoli lo ha blindato fino al 2027 con un contratto da 6,5 milioni netti a stagione, con bonus pesanti. La scorsa estate ha sfiorato la Juventus. La scelta finale ha premiato De Laurentiis. Finora i risultati gli danno ragione. A Napoli nessuno parla di rinnovo adesso.

È plausibile che l’eventuale estensione arrivi a bocce ferme. Finché la rotta resta alta, il tema scivolerà verso giugno. Se il rendimento cala, il tavolo potrebbe cambiare anche per scelta dell’allenatore pugliese, che come sappiamo non sa stare fermo se le cose non vanno bene.

Senza risultati, nessun progetto regge; senza progetto, i risultati evaporano. Le panchine restano bollenti. Ma è il freddo dei conti a decidere quando sedersi. E noi? Preferiamo l’attesa o la scommessa? In certi inverni, persino una firma può sembrare una fiamma.

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