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Napoli

Cosa manca al Napoli oltre al veleno

Scritto da
Fabio Tarantino

Analisi sul momento che sta vivendo il Napoli in stagione: la squadra di Gattuso ha perso con lo Spezia dopo aver dominato

Il veleno non è un giocatore e neppure un nuovo modulo al quale aggrapparsi. Per Gattuso è l’equivalente della cazzimma napoletana, l’ingrediente segreto che rende un piatto (o una squadra) speciale. L’allenatore lo cita spesso, è convinto sia il principale limite del Napoli, ma ne esistono altri, di difetti strutturali, tecnici e mentali, che stanno frenando le ambizioni di una squadra costruita (almeno) per la Champions ma che si ritrova, per proprie colpe, a dover già rincorrere il Sassuolo. Non è solo il veleno che manca, c’è altro che non risulta. Il Napoli segna troppo poco, si scioglie in fretta, non ha leader in campo e non sa essere continuo. Sono questi altri fattori alla base del ko con lo Spezia che è molto simile a quello col Sassuolo o al pari col Torino, un punto che non ha cancellato gli errori.

Napoli-Spezia -GettyImages

Cosa manca al Napoli

Cos’è il Napoli? Che squadra è? Quella che sciupa tutto contro lo Spezia, quella che non crea nulla con la Lazio, quella che domina con Atalanta e Roma? La formazione di Gattuso ha varie facce, questo è un pregio e un difetto. Non sai mai cosa aspettarti. E’ discontinua, ribelle alla monotonia, alterna show a preoccupanti passi falsi. Non ne vince mai tre di fila, al massimo si ferma a due. A volte neppure a due. Dopo il poker di Cagliari non è riuscito a bissare con lo Spezia.

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Poteva farlo dopo aver tirato 27 volte con 11 tiri verso lo specchio della porta. Un solo gol. Quello di Petagna. Il Napoli domina, non segna e si innervosisce. Forse anche Gattuso, dalla panchina, trasmette poca serenità alla squadra. Con lo Spezia si poteva pareggiare, non perdere. Non in superiorità numerica. Il Napoli che non riesce a vincerla, crolla e si dimentica che nel calcio esiste anche la terza opzione. Gliel’ha ricordato Pobega.

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