Il 28 febbraio 2021 è già arrivato il verdetto: l’Inter ha vinto lo scudetto, sono bastati 32 secondi a Lukaku per certificarlo
Palla sradicata da Barella, giocata preziosa di Lautaro, Lukaku che si invola, scherza con Zapata e va in gol: Inter-Genoa è iniziata da 32 secondi ed ha già sancito che la corsa scudetto è finita. Se lo speaker del Meazza avesse urlato: “L’Inter è campione d’Italia” più che il nome del belga non avrebbe fatto altro anticiparsi il lavoro.
L’Inter di oggi è una macchina perfetta, straordinaria, soprattutto forte. La forza è l’aspetto dirimente, i tre gol al Genoa sono il frutto della forza completamente diversa abbinata alla tecnica, sono il frutto di una forza che è talmente superiore che ha condotto anche un tecnico coraggioso come Ballardini a fare scelte che hanno guardato più al derby infrasettimanale con la Samp che alla gara appena disputata.
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Questa forza, questo recupero organico e fisico superiore rispetto a tutti gli altri è un qualcosa che fa la differenza. L’ha segnata nel derby, la segna da tanto tempo: e costringe tutte le altre a guardare Conte sempre più da lontano. Da oggi, inizia solo il countdown per capire quando sarà ufficiale, quando l’Inter potrà scucire lo scudetto dalle maglie della Juventus
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Ovviamente, molto, anzi moltissimo nasce dall’esclusione dalle coppe. La Champions, la Coppa Italia: sono state la criptonite di Conte, soprattutto in Europa c’è stato un tonfo che, per quella che è la rosa dell’Inter, è stato veramente clamoroso. Conte continua a confermare pregi e difetti, in un momento estremamente particolare dal punto di vista societario. Sta impermeabilizzando l’Inter, la sta rendendo sorda a voci e rumors di ogni tipo: e con un gol subito nelle ultime 7 gare e 60 gol già messi a referto può considerarsi già pronto a tornare a vincere lo scudetto dopo gli anni bianconeri.
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