”Juve superiore al Milan. I rossoneri hanno troppi rigori”: il commento del giornalista

Il Milan esulta al Bentegodi
AC Milan (Getty Images)

Mauro Sconcerti, giornalista del Corriere della Sera, ha commentato i momenti che stanno attraversando Milan e Juventus

La ventiseiesima giornata di Serie A ancora si deve concludere con il il match clou di stasera tra Inter ed Atalanta, ma ha già dato argomenti molto rilevanti da trattare: dalle vittorie importanti di Milan, Juve e Napoli alla lotta salvezza che riguarda più squadre, facendosi sempre più avvincente.

Il campionato si fa sempre più serrato ed è ormai entrato nel periodo decisivo, considerando che anche gli impegni in Europa, per le squadre che andranno avanti nelle rispettive competizioni. Lo sa bene il giornalista Mario Sconcerti che nel suo editoriale sul Corriere della Sera ha così commentato l’ultimo turno:

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Esultanza di Chiesa, Morata e Ramsey
Morata, Chiesa e Ramsey (Getty Images)

”La Juventus di Pirlo sta crescendo”

”Per capire quello che sta accadendo bisogna abbandonare i risultati di giornata e andare più lontano. Sono oltre due mesi che Atalanta e Inter camminano alla stessa velocità, punto dopo punto. Vuol dire che la migliore Inter della stagione non ha preso un punto all’Atalanta, ma anche che in 11 partite l’Atalanta non ha recuperato niente”.

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Il giornalista si è poi soffermato sulla Juve: ”La parte sorprendente del nuovo anno è infatti la crescita della Juve. Se batte il Napoli nel recupero arriva addosso al Milan. Si è trovata una larghezza di visioni che le erano all’inizio negate. Pirlo più che un inventore sembra un alchimista, ma la sua Juve mi sembra superiore al Milan’‘.

Sconcerti ha poi concluso sul Milan e sul numero di rigori assegnati ai rossoneri: ”La squadra di Pioli da troppo tempo perde troppe partite. E che 8 successi li ha costruiti segnando il primo gol su calcio da fermo, 7 rigori più Krunic. Non si scandalizzino i milanisti se qualcuno sottolinea il numero dei rigori. Va studiato perché è eccezionale. Non solo il numero assoluto, 16, ma soprattutto che agli avversari ne siano stati dati tre volte meno”.