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Dossena: “Non immaginavo Mancini allenatore. Ora è l’uomo giusto” | ANews

Scritto da
Alessandro Catanzaro

Beppe Dossena: “Trent’anni fa non avrei visto Mancini allenatore, ma oggi come ct dell’Italia è l’uomo giusto al posto giusto”

A poche ore dall’attesissimo calcio d’inizio di Euro 2020, SerieANews.com ha contattato Beppe Dossena, campione del mondo a Spagna ’82 e in seguito allenatore, dirigente sportivo e opinionista. 

A Dossena, che è stato compagno di squadra del ct Roberto Mancini alla Samp e in Nazionale, abbiamo chiesto alcune valutazioni sugli Europei e sulle chance dell’Italia nella competizione, che prenderà il via domani alle 21 con la sfida tra gli Azzurri e la Turchia all’Olimpico di Roma.

Qual è l’obiettivo minimo di questa Italia e quali sono le avversarie più pericolose?

L’obiettivo minimo non c’è, nel senso che tutti partono per vincere. Certo, non si può dire che, ad oggi, questo sia un obbligo per l’Italia: tuttavia delle buone speranze ci sono, bisogna coltivarle giornata dopo giornata. 

Per quanto riguarda le avversarie, sulla carta penso che la Francia ci sia superiore. Poi ci sono altre squadre forti come la Germania. E pure Belgio e Inghilterra, anche se queste due, generalmente, steccano sempre nelle grandi competizioni.

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Roberto Mancini (Getty Images)

Dossena: “Mancini è l’uomo giusto al posto giusto”

Trent’anni fa, quando vincevate insieme lo scudetto alla Samp, si sarebbe mai immaginato Mancini sulla panchina azzurra e Vialli capo delegazione?

E non solo loro, ci sono un sacco di ex sampdoriani lì dentro! Roberto, negli anni, ha migliorato alcuni aspetti che a quel tempo magari non lo rendevano indicato per fare l’allenatore, però è una persona intelligente e si è costruito questo percorso a suon di successi. Credo che ora sia la persona giusta al posto giusto.

Come giudica nel complesso le scelte del ct per l’Europeo?

I giocatori sono questi. Sfortunatamente per Roberto non c’era molto di più da scegliere, però ha comunque per le mani una buona squadra, che fa del collettivo la propria forza. I traguardi si possono raggiungere anche in questa maniera, pur non avendo dei super fuoriclasse.

Una valutazione, da ex centrocampista, sulla linea mediana. Ritiene anche lei, come molti sostengono, che sia il nostro miglior reparto?

Assolutamente, è un buonissimo centrocampo. Magari non abbiamo grande forza fisica, però abbiamo qualità tecnica, velocità, agilità, quindi possiamo sopperire ottimamente.

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Negli ultimi mesi, purtroppo, sono scomparsi diversi giocatori protagonisti in azzurro, tra cui il grande Paolo Rossi. Le chiediamo un ricordo di Paolo e se c’è qualcuno nell’attuale rosa che può assomigliargli.

In questi mesi sono state spese tante parole intorno a Paolo, ma noi tutti lo ricordiamo come era: un ragazzo semplice, solare, che amava la vita. Per questo mi piace ricordarlo così, senza stare a fare paragoni con altri.

Insieme a Pablito lei ha vinto il mondiale 1982, pur senza mai scendere in campo. Ci spiega l’importanza delle cosiddette seconde linee all’interno del gruppo?

Tutti sono fondamentali: per creare spirito, agonismo, competizione, ma anche capacità di analisi ed equilibrio. Bisogna lavorare molto sotto questi aspetti, per cui mi auguro che la Nazionale di oggi sia in possesso di tutte queste caratteristiche.

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Verratti e Barella (Getty Images)

Dossena: “Per l’esordio con la Turchia mi aspetto al massimo un cambio”

Per la gara d’esordio si aspetta di vedere confermata in blocco la squadra che ha battuto nettamente la Repubblica Ceca?

Sì, forse con un unico cambio: Emerson Palmieri a sinistra in difesa al posto di Spinazzola.

Infine, quanto conterà avere la spinta del pubblico, almeno durante la fase a gironi?

Sarà importante, poi però conta lo spirito con cui si va in campo, la determinazione, il coraggio, la forza. Di sicuro va detto che fa bene agli occhi avere uno stadio con i tifosi, anche se ancora non troppo pieno.

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