Non si placano le polemiche riguardanti il mancato rigore concesso al Torino in occasione della sfida con l’Inter. Arriva il nuovo attacco.
La sconfitta è stata evitata proprio al fotofinish, grazie alla rete realizzata da Alexis Sanchez. Il cileno, finito nella bufera dopo l’espulsione rimediata in Champions League, è riuscito a sfruttare nel migliore dei modi l’assist fornito da Edin Dzeko regalando ai suoi un punto insperato. Resta comunque negativa la prova fornita dall’Inter ieri, sul campo del Torino.
I granata, dopo essere passati in vantaggio con Gleison Bremer, hanno infatti tenuto in mano il pallino del gioco reclamando a gran voce un rigore dopo un contatto di gioco tra Andrea Belotti e Andrea Ranocchia. L’arbitro ha fatto cenno di proseguire mentre dal Var non è arrivata alcuna comunicazione di sorta. La decisione presa dal direttore di gara, però, si è rivelata sbagliata al punto da far infuriare il direttore sportivo del Torino Davide Vagnati.
Sull’argomento oggi è voluto intervenire l’ex fischietto Paolo Casarin. Il quale, ai microfoni di ‘Radio anch’io Sport’, ha criticato pesantemente i colleghi Guida (in campo) e Massa (impegnato al Var) per il loro operato. “Il rigore non dato al Torino lo avrebbe visto anche un bambino di 2 anni”.
Casarin è poi andato avanti: “A due metri anche un bambino lo vede, quel rigore, non occorre essere arbitri internazionali”. Nel mirino, in seguito, è finito il protocollo Var che in queste settimane ha dimostrato di avere varie criticità. “L’arbitro da sempre ha dei problemi perché non può rivedere l’azione. Il Var è stato fatto per permettergli di rivedere l’azione. Quindi deve essere modesto, umile e pensare che può anche sbagliare”.
Qualcosa, quindi, va cambiato. “Il Var non può mettersi da parte e non intervenire. Questo è il vero fallimento di questo sistema. I due arbitri arbitrano da soli. Se il principale prende una decisione clamorosamente sbagliata, l’altro non interviene. Bisogna prendere provvedimenti. Tanti protocolli inutili sono stati fatti per complicare la vita. Il calcio è una cosa semplice”.
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