Il presidente del Milan Scaroni ha parlato della Superlega rilasciando alcune dichiarazioni che non piaceranno alla Uefa.
La Superlega è tutt’altro che defunta. Poi, se si concretizzerà o meno, questo è tutto da vedere. Intanto, però, il progetto di recente ha fatto dei nuovi passi in avanti. La Juventus, il Barcellona ed il Real Madrid (ovvero gli ultimi 3 club a credere fortemente nell’iniziativa), attraverso la società “A22 Sports Management, hanno provveduto infatti ad affidare a Bernd Reichart l’incarico di amministratore delegato.
Il tedesco, in particolare, ha alle spalle diverse esperienze lavorative nel campo dei diritti televisivi e nelle prossime settimane provvederà a rilanciare il nuovo format della competizione. L’ipotesi iniziale, ovvero quella di dare vita ad un torneo “chiuso” rivolto soltanto a determinati club, è stata abbandonata lasciando spazio ad un sistema aperto comprendente due gironi sulla falsariga degli sport americani. Un vero e proprio campionato europeo, che consentirebbe alle squadre iscritte di disputare un numero elevato di partite di alto livello ed incamerare ingenti risorse economiche.
La maggior parte dei dettagli sono stati definiti. Cosa manca quindi? L’elemento più importante: il via libera da parte della Corte di Giustizia Europea, chiamata ad esprimersi sulla vicenda. Le tempistiche si preannunciano strette, visto che a dicembre ad intervenire sarà l’avvocato generale della corte. La questione, nonostante le minacce della Uefa, è ancora aperta tuttavia il Milan oggi ha fatto sapere ufficialmente di non volere farne parte.
Il presidente Paolo Scaroni, nel corso dell’assemblea degli azionisti, si è espresso così sull’argomento: “Per noi è accantonata”. Se Atene piange, però, Sparta non può ridere perché il numero uno rossonero è poi andato avanti rilasciando una serie di dichiarazioni che, di certo, non faranno piacere al presidente della Uefa Aleksander Ceferin.
“Quelli che non sono accantonati, sono i problemi. Io mi auguro che i vari problemi che travagliano il calcio europeo e italiano, non vengano accantonati. Speriamo che la Uefa si faccia carico di trovare delle soluzioni a questi temi”. I prossimi saranno giorni caldi. La battaglia tra i club rivoluzionari e l’organismo che regola il calcio mondiale è destinata a proseguire.
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