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Serie A

Allarme attaccanti Italia, Gravina è senza filtri

Scritto da
Valerio Moggia

L’Italia si prepara ad affrontare Inghilterra e Malta nelle qualificazioni agli Europei, ma fa discutere il problema degli attaccanti azzurri.

“Di italiani che segnano non ce ne sono molti” diceva ieri in conferenza stampa Roberto Mancini. Un problema noto, addirittura dai tempi in cui, almeno in maglia biancoceleste, Ciro Immobile era tra i maggiori bomber in Europa. Oggi le cose sono peggiorate, e quello della punta dell’Italia è un tema caldissimo, su cui è intervenuto anche il presidente della FIGC Gabriele Gravina.

Il problema sta facendo discutere in questi giorni anche per la scelta del ct di convocare l’argentino Mateo Retegui, bomber di 23 anni del Tigre senza esperienza nel calcio europeo. Mancini difende la sua scelta, dovuta alla necessità di fare i conti con i problemi della rosa. Kean è una riserva nella Juventus e segna poco, Zaniolo sta cercando di uscire da un periodo difficile, Scamacca gioca poco al West Ham.

A questo va aggiunto che Raspadori è al momento infortunato, e quindi l’attacco dell’Italia è limitato principalmente a Gnonto. Il ct ha anche compiuto la discutibile scelta di lasciare a casa Zaccagni e di portare invece Pafundi: due giocatori nel segno del 9, che indica sia i gol stagionali del laziale che i minuti stagionali giocati dal ragazzo dell’Udinese.

Pochi attaccanti per l’Italia? Per Gravina il problema è un altro

Un tema che non poteva non essere sottoposto all’attenzione del presidente federale Gravina, intervistato oggi su ‘Il Mattino’. Per il capo del calcio azzurro, però, la questione va ben oltre la penuria di attaccanti. “Sono troppo pochi i selezionabili per la Nazionale italiana in generale! – lamenta Gravina – Nei nostri vivai abbiamo tanto talento, ma bisogna metterlo nelle condizioni di giocare, sbagliare e maturare”.

Quali sono le cause? Almeno sulla questione degli attaccanti, il presidente della FIGC sembra individuare il vertice del problema nell’esterofilia dei club di calcio in Italia. Secondo Gravina, le società preferiscono prendere attaccanti stranieri “per regalare ai tifosi nomi altisonanti, che spesso però non valgono le aspettative”. Vedremo allora se Retegui potrà, almeno per il momento, tappare le falle dell’attacco della Nazionale.

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