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Calciomercato

Sarri apre la cartella “preferiti”: acquisto da doppia cifra per la Lazio

Scritto da
Antonio Papa

Un allenatore che non lascia nulla al caso. Un nome in cerca di rilancio. Una storia interrotta che potrebbe ricominciare. Quando si apre la cartella “preferiti”, ogni dettaglio torna a contare

Prendere Maurizio Sarri significa prendere un allenatore con un’idea precisa. Codificata, metodica, quasi ossessiva. Ma anche un’idea che funziona, a patto di mettere nel motore i pezzi giusti. Perché Sarri non è uno che improvvisa. Non lavora su suggestioni, non accetta figurine. Prendere Sarri significa prendere anche i suoi calciatori. Quelli di cui si fida, quelli che conosce, quelli che ha già trasformato in strumenti perfetti per il suo sistema.

Lo ha dimostrato al Napoli, quando ha reso Mertens un attaccante da 40 gol, Allan un centrocampista europeo e Hysaj un titolare fisso. Lo ha fatto anche alla Lazio, portandola al secondo posto con una squadra senza fenomeni, ma con i suoi fedelissimi. Quelli a cui bastano poche settimane per sapere già dove muoversi, quando accorciare, come costruire. Prendere Sarri significa accettare che il mercato si pieghi, almeno in parte, al suo gusto.

Ed è esattamente questo il punto. Perché oggi la Lazio si ritrova a rispolverare cartelle vecchie, a riaprire fascicoli che sembravano chiusi. Come quello di Danilo Cataldi. Lo hanno ceduto alla Fiorentina, con tanto di diritto di riscatto e tutto il resto. Poi Sarri è tornato, e Cataldi è improvvisamente tornato utile. Anzi: necessario. Perché per uno come lui, che vive di riferimenti e tempi, Cataldi è uno che sa stare esattamente dove Sarri vuole. Adesso, se la Fiorentina accetterà di non riscattarlo, tornerà ad essere un elemento importante della rosa.

Discorso simile per Provedel, finito in fondo alle gerarchie dopo una stagione davvero difficile. Ora Sarri potrebbe provare a recuperarlo. E lo stesso vale per Mario Gila. Un altro che sembrava in partenza e invece rischia di restare, perché il tecnico toscano lo considera troppo importante per lasciarlo andare. Non per quello che è oggi, ma per quello che può diventare nel suo sistema.

Lazio, sarà un mercato “sarrista”: pronto un fedelissimo dell’allenatore

E poi c’è il capitolo entrate. Qui si apre un’altra finestra della cartella “preferiti”. Quella dove non ci sono solo nomi noti al grande pubblico, ma anche quelli che Sarri ha già avuto. O che vorrebbe avere, come ad esempio Domenico Berardi, suo pallino da sempre e – chissà – arrivato alla curva giusta per incontrare il mister.

Nella voce “già visti” invece c’è Ruben Loftus-Cheek. Ai tempi del Chelsea, fu uno dei suoi progetti più riusciti. Lo trasformò in una mezzala totale, capace di inserimenti, corsa, gol. Poi il declino e, lo scorso anno, il passaggio al Milan di Pioli.

Nella prima stagione Loftus ha segnato quanto un attaccante. Dieci gol tra campionato e coppe, numeri da crack assoluto. Ma nella stagione appena chiusa è sparito: problemi fisici, poche presenze, zero gol. Ora è fuori dal progetto, anche perché Allegri lo considera sacrificabile. Ecco perché Loftus-Cheek può tornare sul mercato. E la Lazio ci pensa. O meglio: Sarri ci pensa. Per lui è ancora un calciatore su cui scommettere.

Il nodo è economico, come spesso accade. Loftus-Cheek guadagna 4 milioni netti a stagione, fuori scala per il monte ingaggi biancoceleste. Ma se accettasse di ridursi lo stipendio, magari con un contratto a scalare, l’operazione diventerebbe possibile. Il Milan lo lascerebbe partire per una cifra sostenibile. Sarri lo accoglierebbe a braccia aperte. E lui, forse, ritroverebbe un contesto in cui esprimersi davvero.

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