ESCLUSIVA Giancarlo De Sisti: “Lazio-Roma si decide sulle palle inattive” – VIDEO

Esclusiva Giancarlo De Sisti
ROME, ITALY – OCTOBER 12: Giancarlo De Sisti attends a press conference at Corriere dello Sport on October 12, 2015 in Rome, Italy. (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

ESCLUSIVA GIANCARLO DE SISTI – 478 Partite e 50 Reti in Serie A, divise tra Roma e Fiorentina; 29 presenze e 4 reti in Nazionale A, tra cui la vittoriosa finale degli Europei di Roma del 1968, la finale del Mondiale di Messico 70 per non tacere della storica Italia-Germania 4-3. Uno Scudetto, l’ultimo della serie, e una Coppa Italia con la Fiorentina, una Coppa della Fiere, l’antenata dell’Europa League, con la Roma. Allenatore moderno e raffinato nei primi anni 80, membro dello staff che guidò la Nazionale di Azeglio Vicini nel Mondiale di Italia 1990. Un curriculum che si presenta da solo. Parliamo di Giancarlo De Sisti, il popolare “Picchio”. Lo abbiamo intervistato in ESCLUSIVA in vista del Derby della Capitale Lazio-Roma di sabato 2 marzo. Ecco cosa ci ha raccontato.

Esclusiva Giancarlo De Sisti, l’intervista

Che Derby si aspetta?
“Sarà un derby molto combattuto centrato sulla voglia di conquistare il diritto alla supremazia cittadina. E’ vero si gioca ancora per un posto Champions ma la mia sensazione è che la Lazio abbia perso l’autobus con la sconfitta di Genova”. 

Quale sarà la chiave tattica del Derby della Capitale?
“Secondo me saranno decisive le palle inattive. La Roma può sfruttare colossi come Dzeko e Fazio, la Lazio le “spizzate” che liberano le punte. La sensazione è che il confronto sarà intenso a centrocampo, che ci saranno confluenze in quella zona per poi liberare uno spazio alternativo da aggredire”.

Esclusiva Giancarlo De Sisti, i suoi Derby

Qualche aneddoto dei suoi Derby da giocatore?
“Li divido in due periodi storici, dei primi dal 1960 al 1965 ricordo un 4-0 con una tripletta di Manfredini, ma ero un ragazzo, poi nel 1962 la Lazio retrocesse in Serie B e nel 1965 passai alla Fiorentina. La seconda parte invece si apre nel 1974 quando tornai alla Roma dopo 9 anni a Firenze. Chiesi fortemente di tornare nella squadra della città dove sono nato e di cui sono tifoso. Liedholm mi aveva fatto conoscere le sue idee e mi voleva per il nuovo centrocampo. Scartai anche una importante proposta dell’Inter per tornare alla Roma. E al primo Derby fui ripagato. Era il 1 Dicembre 1974, la Lazio era Campione d’Italia e noi ci stavamo riprendendo dopo una partenza complicata. Al 36′ feci un tiro a giro da fuori area e la palla finì in rete. Fu il gol decisivo e alla fine della partita i tifosi mi regalarono un elmo da antico romano. Lo conservo con cura e un giorno sarebbe bello vederlo nel Museo della Roma”. 

Ci fu anche un autogol negli anni 70?
“Si una sfortunata deviazione in barriera nell’ultimo derby della mia carriera prima di ritirarmi, perdemmo 1-2 ma ci fu anche una “stecca” da fuori area nel 1975 che poi fu pareggiata da Chinaglia e soprattutto ci fu il derby vinto con il gol di Bruno Conti nel 1977″.

Una battuta infine sull’attualità, è stato esonerato il suo amico Ranieri. Un commento
“Romano e romanista autentico, un difensore roccioso ma di classe, grande allenatore. Siamo stati insieme di recente mentre era a Nantes, piacevole e cordiale come sempre. Ha vinto una Premier League scrivendo la più bella favola moderna della storia del calcio, non sarà questo esonero a scalfirne l’immagine”.

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