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Roma

Roma, De Rossi: “Manca poco al mio ritiro, poi mi vedo allenatore”

Scritto da
Giovanni Cardarello

Sabato nel match con la Spal il Capitano della Roma Daniele De Rossi non ci sarà. L’infortunio rimediato durante Empoli-Roma, una frattura della quinta falange del piede sinistro, lo terrà fuori e i tempi di recupero sono decisamente incerti. “Non so fare delle previsioni sul rientro, è una frattura, quando guarisce guarisce” ma non è questo che farà notizia delle parole che “Il Mare di Roma” ha detto nell’intervista concessa a Roma Tv. Una lunga chiacchierata a cuore aperto in cui ha parlato del suo essere romanista, della sua carriera e, soprattutto, del suo futuro.

DE ROSSI E IL RITIRO

“Iniziate ad abituarvi all’idea – ha detto con nettezza – non manca tantissimo al mio ritiro. La Roma va avanti però, è andata avanti dopo Di Bartolomei, Conti, Giannini, dopo le peggiori delusioni. Stiamo andando avanti anche senza Francesco Totti, che è forse la cosa più dolorosa per i tifosi, figuratevi se non si può superare il post carriera del sottoscritto”. Anche se la sensazione è di una decisione presa ma di una data sul calendario che, probabilmente, non è stata ancora fissata.  “Se mi fa male il ginocchio per cinque giorni di seguito, penso che voglio smettere e dico a mia moglie che questa estate ce ne andiamo in vacanza per tre mesi -aggiunge il 35enne centrocampista del club giallorosso-. Appena sto bene, penso subito alla prossima gara. Ma sono coerente, non voglio essere un peso, non voglio essere qualcosa che toglie, ho già le idee chiare sui prossimi anni”.

FUTURO DA ALLENATORE

E da quello che si vede in campo, dalle parole che negli anni De Rossi ha dedicato al ruolo, ma soprattutto alla dedizione che mette nello studio delle tattiche di gioco e delle tecniche di preparazione fisica non è difficile prevedere un futuro in panchina. “Non lo dico mai, mi tengo la libertà di poter cambiare idea, sono un po’ egoista in questo. Ma ho grande passione per questo sport, l’allenatore è l’unico ruolo in cui mi vedo nel futuro. Ma dovrò capire se avrò voglia di sottoporre la mia famiglia allo stress dei risultati, della lontananza o degli spostamenti”.

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