La retroguardia dell’Inter fatica a mantenere la porta inviolata in un campionato in cui spesso questo aspetto ha fatto la differenza
L’Inter ha ripreso il passo ed è pronta a zittire definitivamente le critiche. Per farlo dovrà battere lo Shakhtar e ottenere il passaggio del turno in Champions League. La squadra di Antonio Conte tuttavia sa che il proprio destino non dipende soltanto da sé ma è legato in parte all’esito di Real Madrid-Borussia Monchengladbach.
Il pareggio tra le due metterebbe fuori causa i nerazzurri che sarebbero costretti ad accontentarsi dell’Europa League. Nel gruppo interista c’è comunque grande fiducia dopo le ultime vittorie. C’è un aspetto però che non può ancora soddisfare del tutto il tecnico leccese.
Finora, infatti, l’Inter ha concesso troppo difensivamente. I numeri sono peggiori rispetto alla scorsa stagione quando Conte impiegò comunque un po’ di tempo a trovare la quadratura.
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Soprattutto in passato, il campionato italiano ha evidenziato una prerogativa: vince lo scudetto chi subisce poche reti. L’Inter dovrà dunque ancora impegnarsi per correggere questo difetto emerso nelle prime dieci giornate.
I nerazzurri fino a questo momento hanno subito 14 gol. Nello stesso periodo, un anno fa erano stati 4 in meno. La media è quindi passata da 1 rete a partita a 1.4. Un altro aspetto da non sottovalutare riguarda l’imbattibilità.
Handanovic, infatti, nello scorso campionato aveva raggiunto l’inviolabilità della propria porta nel 40% dei casi (4 su 10). Quest’anno, al momento, c’è riuscito soltanto in un paio di occasioni, contro Genoa e Sassuolo. Appena il 20%. Una flessione sulla quale Conte dovrà meditare.
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