Milan-Parma finisce 2-2: assenze, infortuni e tantissima sfortuna. Ma, Pioli mostra al campionato gli attributi di una squadra da scudetto
Al quinto minuto Gabbia si fa male: esce per un trauma contusivo che sarà valutato, come vi abbiamo descritto qui, nei prossimi giorni. Calhanoglu, invece, decide di giocare contro i legni, non contro il Parma: in una clamorosa gara contro la sfiga.
Hernani e Kurtic, invece, sfruttano da veterani quei buchi lasciati da una difesa orfana di troppi calciatori importanti o della concentrazione che serve sempre al top in un campionato complesso e che ti punisce ad ogni minimo calo.
Così sembra arrivare la prima sconfitta in campionato: ed invece no. Il Milan mostra la sua forza, la sua voglia, il suo carattere. Un pareggio che non intacca il primato in classifica: ma, con le altre che hanno vinto, il margine si riduce e tutto si riduce a tre punti sull’Inter. Ma, la prova del Meazza significa tanto.
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Il Parma ha capitalizzato al meglio le uniche due vere occasioni create, il suo portiere, Sepe, ha compiuto più di un intervento miracoloso. Eppure, questo Milan non si è mai arrestato, anche senza la lucidità dei giorni migliori.
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In una gara dove colpisci quattro pali, la sensazione di trovarti di fronte alla classica giornata infame colpisce anche la squadra con più personalità. Il Milan non si è arreso, trovando un grande Theo Hernandez, dimostrando che è un gruppo con gli attributi anche senza Ibrahimovic.
Questo è il motivo per il quale questo Milan, anche se Pioli, Maldini e tutti gli altri fanno un ancora un po’ di fatica ad ammetterlo, è una delle favorite per lo scudetto. Perché ha classe, forza, tecnica e consapevolezza. Oltre alla spregiudicatezza di Ibra e della sua meglio gioventù.
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