La nuova vita di Eriksen non convince

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Christian Eriksen (Getty Images)

Conte per Eriksen ha pensato a un nuovo ruolo dato che il mercato è fermo, ma neppure questa soluzione tattica convince

Qualcuno dovrà spiegargli perché adeguarsi, lui, a Conte, e non viceversa. Ma neppure per le domande c’è tempo: Christian Eriksen, col mercato fermo, senza squadre disposte a salvarlo, se ne sta buono, in panchina, col musone per la seconda vita che non convince. L’idea dell’allenatore dell’Inter di trasformarlo in regista aggiunto, una sorta di alternativa a Brozovic, è discutibile. Per il valore del calciatore e per le sue qualità tecniche. Per la sua disponibilità fisica, atletica, a sacrificarsi. Per Conte è l’unico modo per impiegarlo, in realtà ne esistono altri che l’allenatore non prende in considerazione. Ma coi risultati dalla sua, l’allenatore può decidere in autonomia, senza doversi giustificare. Non lo ha fatto neppure in passato.

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Eriksen (GettyImages)

Cosa ne sarà di Eriksen

Il ruolo ricoperto con la Fiorentina, quello di regista, al posto di Brozovic, ha evidenziato le sue doti tecniche – mai nessuno ne ha fatto mistero – ma anche la sua scarsa capacità di saper coprire tutto il campo rincorrendo palloni e avversari per novanta minuti. Altre sono le peculiarità di Eriksen. Il lavoro di Brozovic è unico: lui lega i reparti, la squadra, unisce i puntini come nei cruciverba. Costruisce e distrugge, pressa e avanza, commette qualche errore ma non si risparmia.

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Eriksen è inventiva, talento, tiro, intuizione. Deve giocare a due passi dalla porta in un sistema che sappia esaltarne le qualità. All’Inter non è mai successo e la soluzione ‘regista’ per tamponare il problema è destinata a fallire. Solo il mercato potrà salvare il danese, serve una squadra disposta a puntare su di lui. Ora non ce ne sono. In estate chissà.