Eriksen avrà bisogno di un defibrillatore per il battito cardiaco

Eriksen porta palla
Christian Eriksen (Getty Images)

Arrivano aggiornamenti importanti per Christian Eriksen dal profilo Twitter ufficiale della federazione danese.

Eriksen avrà bisogno di un impianto di defibrillatore cardiaco per regolare le anomalie del battito, Christian ha accettato questa soluzione che è stata condivisa da specialisti di livello nazionale e internazionale.

La federazione danese ha anche incoraggiato tutti a regalare ad Eriksen e alla sua famiglia la pace e la privacy di cui hanno bisogno.

Christian ha accettato di buon grado questa soluzione dopo il travaglio vissuto negli ultimi giorni. Come racconta il dottor Kleinefeld, tra le prime parole pronunciate dal campione dell’Inter quando ha preso coscienza, c’è un significativo messaggio: “Accidenti, ho solo 29 anni”.

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Eriksen coperto dallo scudo umano dei compagni
Eriksen (Getty Images)

Pronto il defibrillatore sottocutaneo per Eriksen

Dal comunicato della Federazione danese s’apprende che un’aritmia ha causato l’arresto cardiaco per Christian Eriksen. Dopo gli esami medici, il dottore della Nazionale danese Morten Boesen ha informato che sarà necessario questo strumento per regolare il battito cardiaco.

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Una volta impiantato il defibrillatore, si potranno programmare anche le dimissioni dall’ospedale in tempi abbastanza brevi. Oggi il trequartista danese dovrebbe seguire Danimarca-Belgio dal letto d’ospedale e sarà sicuramente felice del gesto che realizzeranno le due squadre.

Lukaku, compagno di squadra all’Inter, ha annunciato che al decimo minuto le due squadre in campo si fermeranno proprio per omaggiare Eriksen.

La priorità assoluta è che Eriksen stia bene, superi nella maniera più brillante possibile il dramma dell’arresto cardiaco rimediato contro la Finlandia.

È presto per capire se nei prossimi mesi potrà tornare a giocare, in Italia le regole sul rilascio dell’idoneità sportiva sono giustamente molto stringenti.

Sono questioni di cui ci si occuperà nei prossimi mesi, un po’ di speranza arriva dalla storia di Danny Blind dell’Ajax. Al difensore olandese a dicembre del 2019 è stata diagnosticata una miocardite, gli è stato installato un defibrillatore sottocutaneo e il 12 febbraio 2020 è tornato in campo in Vitesse-Ajax, gara valida per i quarti di finale di Coppa d’Olanda.

Blind ha raccontato che in virtù della sua vicenda personale ha dovuto superare un blocco mentale per giocare la sfida di domenica contro l’Ucraina.