Donnarumma, panchine e rimpianti. E il Milan già vola

Donnarumma presentato al PSG
Donnarumma, PSG (Getty Images)

Ancora una panchina per Donnarumma al Psg, Pochettino gli preferisce Navas. Il Milan, invece, vola con Maignan

Donnarumma saluta i tifosi del PSG
Donnarumma, PSG (Getty Images)
Ancora panchina. Solo panchina. L’inizio di avventura parigina di Gigio Donnarumma si sta trasformando in un piuttosto triste anonimato. Fortuna del portiere che arriva la pausa per le nazionali e con essa la convocazione dell’Italia: un modo per ritrovare la partita, un modo per tornare ad essere protagonista. “Vado al PSG per diventare il migliore”: questo è stato il mantra più volte ripetuto da Donnarumma, la frase che avrebbe dovuto aprire un percorso da protagonista accanto a Leo Messi, a Neymar e Mbappé (qualora resti). Per ora, invece, è Keylor Navas ad occupare i pali, a condurre il PSG in vetta solitaria alla classifica della Ligue 1. Non è ancora iniziata la Champions, la stagione è solo ai suoi prodromi: tutto vero, ma l’esclusione di Donnarumma fa notizia.
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Festa Italia
Festa Italia (Getty Images)

Donnarumma, da migliore a panchinaro

Premiato in più circostanze anche all’Europeo, Donnarumma ha lasciato il Milan per un percorso. Lo stesso che in rossonero sarebbe stato da protagonista indiscusso è molto lautamente pagato. Ora c’è Maignan, c’è una squadra che si diverte e che vince, con un club che si è mosso benissimo sul mercato. Dall’altra parte, ci sono i soldi qatarioti, ci sono le grandi stelle ma c’è anche la pressione e la necessità di non restare delusi. Nelle interviste che ci saranno durante il ritiro per la sosta per le nazionali, sicuramente arriverà qualche parola da parte dell’estremo difensore ed è facile immaginare che sarà conciliante.
Non si aprirà polemica con il PSG, non ci saranno fronti caldi. Vero, però, che potrebbe iniziare anche un po’ di delusione. Una frustrazione nel vedere un Milan sorridente e brillante, un Psg messo in discussione dalla querelle legata a Mbappé ed un posto in squadra che non c’è ancora non c’è. Il vero start della stagione, dopo questa sosta, ci dirà se la scelta fatta dal portiere della nazionale è stata quella corretta o se il percorso dei rimpianti partirà da Castellammare e arriverà sotto la Torre Eiffel.