La Juventus di Allegri inanella quattro vittorie consecutive e tornano le polemiche sul suo gioco. Il ‘corto muso’ è di nuovo in città
Dopo un avvio di stagione che ha rasentato l’apocalittico, la Juventus si è rialzata. Lo ha fatto con quattro vittorie consecutive, tutte sofferte: Spezia, Sampdoria, Chelsea e Torino. Le ultime due sono giunte senza subire reti, evento che stava diventando stranamente raro tra i bianconeri, a digiuno di clean sheet in campionato da 20 giornate.
Puntuali, dopo i successi, sono arrivate le polemiche sul “non gioco” di Massimiliano Allegri. Una questione vecchia, trita, ma che appassiona sempre tantissimo. In tanti (e tra loro c’è anche il nostro Marco Giordano) hanno massacrato la Vecchia Signora per le prestazioni mostrate soprattutto con Chelsea e Torino.
Non possiamo di certo affermare che la Juventus sia stata godibile in queste due uscite. Sia con i blues che nel derby, a tratti, le gare sono state veramente noiose a causa dell’atteggiamento rinunciatario dei bianconeri. Ciò che non comprendo, però, è chi ancora si sorprende, chi chiede ai torinesi qualcosa di diverso.
Agnelli e Paratici c’avevano provato nel modo più brutale possibile, passando da Allegri al suo “nemico giurato” Sarri. Stili e modi di vedere il calcio totalmente agli antipodi, ma la rivoluzione non ha dato frutti. Il tentato ‘golpe del bel gioco’ è costato alla Juve due stagioni di incertezze e difficoltà, concludendo nel peggior modo possibile l’avventura di Ronaldo, che nei suoi tre anni ha lavorato in Italia con tre tecnici diversi. Ora, semplicemente, la Juve ha deciso di fare un passo indietro.
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Agnelli, richiamando Allegri e non puntando sul De Zerbi di turno, ha fatto una scelta chiarissima: restaurare la filosofia del corto muso. Il livornese è sempre stato questo e difficilmente cambierà. Nel suo ultimo anno in bianconero, l’1-0 è stato il risultato finale delle sue vittorie in ben otto occasioni, molte nelle quali big-match (Manchester United, Torino, Valencia, Inter, Roma e Milan in Supercoppa).
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“Vince chi prende meno gol” è il mantra che l’ex rossonero ripete a menadito da anni, e che alla Juventus gli ha portato enormi successi. Questione di strategia, che, piaccia o meno, fa parte del calcio quanto la bellezza del gesto tecnico. Con lui, i bianconeri hanno vinto tantissimo in Italia e sfiorato l’agognata Champions in due occasioni. Insieme, la Juve e Allegri funzionano proprio grazie a quello stile rinunciatario che molti non sopportano.
I gusti non possono essere oggetto di discussione e chi critica il ‘corto muso’ allegriano ne ha tutto il diritto. Ma bisogna guardare ai fatti e al passato: se arrivano vittorie sofferte e col minimo scarto, non vuol dire che la Juventus è ancora in crisi. Vuol dire, probabilmente, che sta tornando. Toccherà a Napoli, Milan e Inter tenerla a debita distanza. Non sarà facile.
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