Il mercato di gennaio della Juventus è stato contraddistinto anche da cessioni pesanti: una in particolare annulla una clausola importante.
Chi indica la Juventus come l’indiscussa regina del calciomercato invernale conclusosi ieri lo fa basandosi sui fatti. Non solo la Vecchia Signora è riuscita a rinforzarsi in due settori del campo dove aveva manifestato molte carenze, ma lo ha fatto liberandosi allo stesso tempo a buon prezzo di giocatori che sembravano ormai fuori dal progetto.
Non solo Vlahovic, dunque. E non solo Zakaria, arrivato più in sordina ma che potrebbe cambiare la mediana di Allegri. È sfuggito Nandez, questo è vero, ma tutto sommato il mercato di gennaio in casa bianconera è stato promosso anche se ha costretto il club a qualche sacrificio in uscita.
Questi corrispondono ai nomi di Rodrigo Bentancur e Dejan Kulusevski, ceduti a peso d’oro al Tottenham degli ex Paratici e Conte e ancora capaci, considerando età e talento, di creare rimpianti dalle parti di Vinovo. Qualcosa che è invece molto difficile accadrà con Aaron Ramsey, ceduto in prestito proprio sul filo di lana ai Rangers Glasgow. Una mossa che nasconde un retroscena di cui pochi erano a conoscenza.
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Secondo il Daily Mirror, infatti, se il centrocampista gallese fosse rimasto a Torino fino a giugno avrebbe attivato un prolungamento automatico del contratto che, in scadenza nel 2023, sarebbe andato a concludersi soltanto nel giugno 2024. Una vera e propria mazzata per la Juventus, che riconosceva al giocatore la bellezza di 7 milioni di euro netti all’anno.
Il prestito in Scozia ha scongiurato dunque questa eventualità. Un prestito oneroso per i bianconeri, che continueranno a pagare parte del lauto ingaggio di Ramsey senza alcuna garanzia che i Rangers lo riscattino in estate a 6 milioni di euro. Ma che è servita almeno a scongiurare il rinnovo automatico paventato dal Daily Mirror.
L’esperienza bianconera di Ramsey è stata assolutamente negativa. Arrivato a parametro zero nell’estate 2019, il gallese non si è mai davvero adattato al calcio italiano e dopo due stagioni tra pochi alti e molti bassi si è ritrovato ultimo nelle gerarchie di Allegri quest’anno.
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70 presenze e 6 gol lo score personale, con almeno la soddisfazione di conquistare per la prima volta in carriera il campionato sotto la guida di Maurizio Sarri. Comunque troppo poco per accendere un amore che non è mai sbocciato, e che difficilmente creerà rimpianti.
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