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Inter

“Non doveva batterlo lui”: Juve-Inter, il retroscena sul rigore decisivo

Scritto da
Danilo Perri

‘La Gazzetta dello Sport’ ha rivelato un clamoroso retroscena sulla sfida di ieri tra Juventus e Inter: ecco il ‘segreto’ dei nerazzurri

Il calcio di rigore di Hakan Calhanoglu ha consentito all’Inter di tornare a credere nello scudetto. I nerazzurri con la vittoria sulla Juventus sono tornati a mettere pressione al Milan, impegnato questa sera con il Bologna. Proprio con i felsinei, contro cui la squadra di Simone Inzaghi deve recuperare una gara, passerà uno snodo importante della stagione.

Il calcio di rigore di Calhanoglu (Ansa Foto)

Intanto, a livello psicologico, il successo ‘di cortomuso’ ottenuto contro la Juventus consente ai nerazzurri di ritrovare quelle sensazioni che sembravano sparite dopo la sconfitta in rimonta subita nel derby con il Milan dello scorso 5 febbraio. L’Inter si rilancia in vista del rush finale pure sotto il piano del morale. Inzaghi è consapevole che vittorie come quelle di ieri possono avere un effetto eccitante molto importante. Sul successo contro i bianconeri però vi è un retroscena particolare.

Inter, il rigore sarebbe toccato a Lautaro Martinez: era stato designato lui per batterlo

Hakan Calhanoglu ha retto alla pressione e dopo aver sbagliato il primo tentativo, poi fatto ripetere da Irrati e dal Var, non ha lasciato scampo a Szczesny. Eppure, il calcio di rigore non doveva batterlo lui”, come rivelato da ‘La Gazzetta dello Sport’. Il calciatore scelto prima della gara per battere un eventuale tentativo di trasformazione dagli undici metri era Lautaro Martinez. Al momento dell’episodio però il centrocampista turco ha avuto il coraggio di cercare il pallone decisivo e dunque lo ha preso tra le mani lui e non il ‘Toro’.

Sotto questo aspetto, Simone Inzaghi non fa ‘prigionieri’, vale a dire che lascia molto alle sensazioni del particolare momento dei calciatori coinvolti. Se dovessero non avere energie positive allora meglio cedere al compagno. Così come avvenuto ieri quando Calhanoglu si è preso il pesante pallone sentendosi più ispirato dell’argentino.

Il turco non ha lasciato la palla al compagna neppure in occasione del secondo tentativo quando la pressione poteva essere anche maggiore a causa del primo errore poi ‘cancellato’ dall’intervento del Var per l’ingresso in area precipitoso di De Ligt.

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