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Serie A

Per il bene del calcio: non è ancora il momento di Kylian Mbappé

Scritto da
Giancarlo Di Stadio

Le prestazioni di Mbappé secondo molti lo incoronano come il più forte al mondo. Per forse il suo momento non è ancora arrivato.

Dopo l’ennesima grande prova in campo, nella vittoria della sua Francia contro la Polonia, Kylian Mbappé si prende giustamente gli onori della cronaca. Difficile non farlo viste le prestazioni e i numeri dell’attaccante del PSG. Sia nel club che con la nazionale.

Con la maglia della Francia Mbappé, che ricordiamo ha soli 24 anni, vanta già uno score e un palmares di tutto rispetto. In 63 presenze sono 33 i gol segnati, più di uno ogni due partite. Medie stratosferiche, che hanno contribuito a portare in dote ai transalpini un Mondiale e una Nations League.

Il secondo Mondiale è tutt’altro che improbabile. La Francia è ai quarti di finale e resta una delle principali favorite. Secondo molti ormai è arrivato il momento di considerare l’attaccante del PSG il più forte al mondo. Forse però, per il bene del calcio, è meglio attendere un altro po’.

Scusaci Mbappé, ma questo resta il Mondiale di Messi e Ronaldo

Facciamo un discorso esclusivamente dal punto di vista del romanticismo e del tifo. Nessuna valutazione tecnica, anche perché a certi livelli, di fronte a questi numeri, le uniche considerazioni che si possono fare sono prettamente personali.

Se doveste immaginarvi una conclusione di questo Mondiale cosa preferireste: Mbappé consacrato come miglior calciatore al mondo o una finale Portogallo-Argentina con un ultima sfida Messi-Ronaldo? Azzardiamo: sappiamo in cuor vostro (e nostro) quale sarebbe l’epilogo migliore. Forse l’unico che ci riconcilierebbe in parte con un calcio che nel Mondiale in Qatar ha toccato uno dei punti più “commerciali” della sua storia.

Una finale MessiRonaldo sarebbe il degno finale non di un Mondiale, ma di un’epoca. Il saluto di un calcio che tramonta e che può lasciare il posto ad un nuovo pallone. Ci dispiace per Mbappé, ma il calcio, oggi più che mai, anche per colpa dell’edizione qatariota, ridotto a pura pratica commerciale, a pura forma di ‘prodotto di consumo’, ha bisogno di MessiRonaldo.

Ha bisogno del loro saluto, del loro addio, della loro, ma soprattutto nostra, “The Last Dance”. Mbappé ha davanti a se almeno un altro decennio. Lo affronterà da dominatore del pallone, da atleta rivoluzionario, da icona perfetta di un calcio ormai solo commerciale? Lo farà da solo o condividerà un dualismo, reale o mediatico, con i vari Haaland, Vinicius, ecc…? Non lo sappiamo. Ciò che sappiamo è che in cuor nostro, abbiamo bisogno di una finale e di un finale Messi-Ronaldo.

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