Chiesa e Vlahovic vestiranno i panni dell’attacco titolare della Juventus in vista del proseguimento della stagione. Analizziamo nel dettagli pregi e difetti della coppia offensiva bianconero
Velocità, imprevedibilità, uno contro uno e condizione fisica totalmente ritrovata. Chiesa è pronto a trascinare la Juventus dopo un ottimo inizio di campionato, perfezionato da due gol in tre partite. Allegri è stato chiaro: “Chiesa ha 14-16 gol nelle gambe”. Questo lo score sancito dal tecnico bianconero in vista del proseguimento della stagione.
Il diretto interessato, dal canto suo, sembrerebbe essersi calato alla perfezione nel ruolo di seconda punta nel 3-5-2 disegnato da Allegri. Chiesa gioca fuori ruolo? No, Allegri è certo che l’ex Fiorentina possa completarsi ed “esplodere” definitivamente nel ruolo di attaccante. La sensazione, però, è che il numero 7 bianconero, accentrato nel ruolo di seconda punta, non ha la possibilità di puntare l’uomo con costanza e partendo dal versante sinistro, aspetto che, in passato, ha evidenziato le sue enormi qualità.
Il gol contro la Spagna (Europei 2020) è il riassunto di quest’ultima analisi, un gol nato da una progressione devastante sul centro-sinistra, poi terminata con il gol del vantaggio azzurro con un perfetto tiro sul secondo palo.
Per quel che riguarda Vlahovic, invece, la differenza tattica rispetto alla scorsa stagione è praticamente nulla. Occhio, però, alla sua condizione fisica totalmente ritrovata e a uno stato mentale più sereno rispetto al passato. Il bomber serbo è pronto al totale rilancio nel corso della stagione.
Chiesa e Vlahovic possono giocare insieme? E’ questa la domanda che continuano a porsi tanti addetti ai lavori e anche i tifosi bianconeri. La sensazione è che i due ex Fiorentina fatichino leggermente nel fraseggio stretto e nel gioco di sponda. Questi i due principali difetti della nuova coppia bianconera. Per quel che riguarda gli aspetti positivi, invece, i due attaccanti possono puntare su una spiccata predisposizione ad attaccare la profondità, caratteristica che, come confermato nelle prime tre giornate, può mandare in serie difficoltà le difese avversarie.
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