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Serie A

Roma-Dybala: troppo tardi! Ora si dia un senso al (buon) progetto estivo

Scritto da
Antonio Papa

Paulo Dybala andrà via e probabilmente è una scelta che andava fatta prima. Ora però bisogna dare un senso al (buon) lavoro fatto in estate

La probabile cessione di Paulo Dybala da parte della Roma è una notizia che, per quanto attesa, arriva come un’ammissione di colpa tardiva. Una scelta che avrebbe avuto senso già in estate, quando avrebbe potuto rappresentare un’occasione per riorganizzare squadra e idee, invece di trascinarsi in un’ambiguità tecnico-tattica che ha condizionato pesantemente la prima metà della stagione.

Adesso, però, se la separazione dovesse davvero concretizzarsi, sarà fondamentale usare questo momento come punto di svolta per ridare coerenza a un progetto che, finora, ha arrancato.

Vendere Dybala ora potrebbe essere visto come un fallimento, ma è anche l’unica strada per sbloccare un progetto rimasto ingessato. Già in estate, con la possibilità di incassare una cifra importante e alleggerire il monte ingaggi, si sarebbe potuto lavorare su un nuovo assetto tecnico-tattico. Ora, invece, la Roma si trova a inseguire, con una classifica deludente e la necessità di reinventarsi a metà percorso.

Dybala è un talento straordinario, ma la sua centralità ha inevitabilmente condizionato molte delle scelte fatte, spesso a scapito della coerenza di squadra. Se il sacrificio dell’argentino consentirà di liberare risorse economiche e spazio per una riorganizzazione tattica, allora potrà rappresentare un’opportunità, purché questa venga sfruttata con una visione chiara.

L’arrivo di Claudio Ranieri rappresenta una chance per ripartire con pragmatismo e solidità. Il tecnico romano ha dimostrato in passato di saper valorizzare squadre giovani e costruire gruppi compatti e motivati. La sua esperienza sarà cruciale per dare ordine a una squadra che finora è sembrata troppo spesso disorientata.

Ma per farlo, Ranieri avrà bisogno di una dirigenza decisa, pronta a fare scelte coraggiose e coerenti. L’addio di Dybala potrebbe essere il primo passo, ma dovrà essere seguita da interventi mirati sul mercato e dalla definizione di un’identità tattica chiara.

La Roma riparta da Soulé: 4-3-3 e scelte tecnico-tattiche precise

La Roma ha vissuto una prima parte di stagione caotica, e molto dipende da errori strutturali nel costruire la squadra. L’acquisto di Matías Soulé, giovane di talento e dal grande potenziale, si è rivelato un equivoco quando si è trattato di farlo coesistere con Dybala e Artem Dovbyk. Entrambi gli attaccanti preferiscono agire centralmente, finendo per pestarsi i piedi più che completarsi, mentre Soulé è stato spesso costretto ad adattarsi a un ruolo che ne mortificava le caratteristiche di esterno puro, fino a perdere poi definitivamente il posto.

Questo schema ha evidenziato anche altri squilibri: da un centrocampo sovraffollato di giocatori con funzioni simili, incapaci di garantire un adeguato supporto sugli esterni, a fasce dove sono mancati interpreti in grado di assicurare sia spinta offensiva che copertura. Il risultato è stata una squadra senza un’identità chiara, costretta ad appoggiarsi sulle giocate individuali più che su un vero sistema di gioco.

Non tutto ciò che è stato fatto in estate è da buttare. Alcuni acquisti, come Manu Koné, Enzo Le Fée e Mats Hummels, hanno dimostrato di avere il potenziale per diventare pilastri del futuro. La chiave sarà costruire intorno a loro e a Soulé una squadra che esalti le loro caratteristiche.

Un’idea potrebbe essere il ritorno a un classico 4-3-3, che darebbe maggiore equilibrio e permetterebbe a Soulé di esprimersi al meglio nel suo ruolo naturale di esterno offensivo. Koné e Le Fée potrebbero essere i pilastri del centrocampo, magari coadiuvati dal giovane Pisilli che tanto piace a Claudio Ranieri. Anche sulle fasce, sarà fondamentale investire su terzini moderni, capaci di coprire tutta la corsia e supportare sia in fase offensiva che difensiva.

La stagione della Roma è iniziata male, ma non è detto che debba finire allo stesso modo. Con una rosa riorganizzata e un progetto tecnico finalmente coerente, c’è ancora tempo per rialzarsi e dare un senso a questo campionato.

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