Il portiere polacco ha ammesso: “Non c’è miglior modo di imparare che guardare i migliori nel loro lavoro. Solo essere con lui in ogni allenamento significava poter vedere come preparava le partite, come comunicava con i difensori, non solo in campo ma anche nello spogliatoio. Mi ha anche aiutato a maturare”. Poi l’ammissione: “Ho visto i sacrifici di Buffon: quando hai 25 anni è tutto facile, dopo i 35 ogni allenamento è sacrificio. E non mi vedo disposto a farli a quell’età.
“Ero solito fumare, sono stato multato da Wenger. Quand’ero ragazzo non ero pronto mentalmente, mi è costato qualcosa. Poi cresci, maturi”
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