Adani, addio a Sky Sport con una frecciata sui social

Daniele Adani allo stadio
Daniele Adani (Instagram)

Lele Adani non commenterà più partite ai microfoni di Sky Sport. L’ex calciatore si è anche lasciato andare ad una sorta di sfogo sui social

Un divorzio amarissimo, che lascia anche degli strascichi polemici. Dopo diversi anni di collaborazione, si interrompe l’esperienza di Lele Adani come commentatore tecnico per Sky Sport. Una scelta che, a quanto pare, sarebbe stata dettata principalmente dall’emittente, che avrebbe preferito non proseguire il suo rapporto con l’ex calciatore dell’Inter.

Una scelta assolutamente legittima, considerando anche la situazione in cui versa l’emittente satellitare sotto il punto di vista dei diritto. Con l’addio (parziale) al campionato di Serie A e quello (totale) all’Europa, le esclusive di Sky si riducono sostanzialmente alla Champions League, Premier League, Bundesliga e la nuova arrivata Ligue 1. Certo, non un bottino da poco, considerando anche tutti gli altri prodotto che andranno a fare da contorno.

Ma evidentemente qualcosa andava fatto per limitare i costi. Questo il motivo dell’allontanamento di Adani? Non lo sappiamo, ma dalle parole dell’ex difensore sembra trapelare qualcos’altro.

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Adani e l’addio a Sky, c’è anche una frecciata

“Quindi non farò parte di Sky Sport nella prossima stagione: mi è stato comunicato lunedì dal responsabile della linea editoriale. Giusto una telefonata. Preso atto della scelta (“scelta mia”, parole sue), tutto legittimo e ognuno risponde alla sua coscienza, mi preme, per questi nove anni, dare un abbraccio sincero a tutti quelli che ho conosciuto, incontrato e con i quali ho collaborato”, uno stralcio delle parole pubblicate da Lele Adani attraverso il proprio account Twitter.

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Insomma, un addio non propriamente sereno, considerando che pare sia arrivato in maniera assolutamente unilaterale. Ed un passaggio molto particolare ha poi fatto discutere gli internauti sul web: “Non negozieró mai su valori e libertà, mai. Ho scelto e scelgo questo lavoro, che ho messo davanti ad altre proposte professionali, e credo in quello che faccio e nel suo scopo: raccontare la complessità e la magia del calcio con rispetto e pensando che la vera differenza si faccia nel contenuto, particella fondamentale della comunicazione”. Insomma, poteva decisamente finire meglio di così.