Juve, Sarri non mente: Ronaldo è un problema. Lo sa anche Allegri

Ronaldo si dispera
Cristiano Ronaldo (GettyImages)

Tra le parole di Sarri e quelle (riportate) di Allegri, la nuova Juve nasce con un problema: Cristiano Ronaldo

“Liberati di Ronaldo, sta bloccando la crescita di squadra e società”. La frase, riportata da ‘Repubblica’ lo scorso 13 aprile ed attribuita a Massimiliano Allegri in un dialogo con Andrea Agnelli. All’epoca c’era Andrea Pirlo sulla panchina della Juventus. Ora, Allegri è tornato, così come sono ritornate queste parole. “La gestione di Ronaldo non è semplice, è una multinazionale che ha degli interessi personali da abbinare a quelli della squadra”: così nell’intervista a ‘Sportitalia’, Maurizio Sarri, caricando il quadro di altre parole che pesano come macigni.

La Juve è consapevole che Allegri e Sarri hanno perfettamente ragione. Ronaldo è un problema perché va gestito e non allenato a differenza di un gruppo che va allenato quotidianamente e non gestito perché rappresenta 200 milioni di followers e svariate multinazionali. Un uomo che parte da questi presupposti evidentemente mette in difficoltà la crescita di un progetto che non può avere una centralità in qualcosa di intoccabile, di immutabile, di concentrato su se stesso e non sulla squadra.

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Allegri preoccupato
Massimiliano Allegri (Getty Images)

Juve, Ronaldo ostacola il percorso di rinascita

Un allenatore deve poter incidere sul suo gruppo per far sì che la somma dei valori dei singoli non equivalga al valore della squadra, perché questo sia superiore grazie al suo lavoro. Con Ronaldo tutto questo non può accadere. Dopo l’annata difficile della gestione Pirlo, dopo un percorso in Europa che si è fatto sempre più scadente, La Juventus ha bisogno di ripartire. Mettendo Paulo Dybala al centro di un progetto anche anagraficamente sostenibile, riportando i costi in un alveo che non necessitino di una nuova ricapitalizzazione tra due anni. Anche perché nessuno può assicurare che la Exor sia pronta ad aprire nuovamente la sua cassa.

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Ecco perché la Juventus è quasi costretta ad augurarsi che qualche big europea si faccia avanti per Ronaldo. Oppure, potrebbe essere costretta a rimandare alla prossima stagione una rifondazione che la riporti ad essere vincente e propositiva in Champions League.