“Gli italiani comprano i falli”. Chris Sutton dice la sua sul Daily Mail

Chris Sutton
Chris Sutton, ex attaccante inglese (Getty Images)

L’ex attaccante del Chelsea e del Celtic Glasgow è intervenuto sulla questione degli italiani simulatori, con un articolo pubblicato dal Daily Mail.

“Gli italiani si ‘comprano’ i falli, ma noi inglesi non siamo angeli”. Comincia così la riflessione di Chris Sutton, ex attaccante fra le altre di Chelsea, Aston Villa e Celtic Glasgow, pubblicata ieri sera sul sito del ‘Daily Mail’.

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La narrazione sugli italiani furbi e simulatori quando fanno il loro ingresso su un campo da calcio nasce probabilmente con il big bang, così come quella sugli inglesi che non riescono a fare a meno di dare lezioni di stile e comportamento al resto del mondo. I tifosi e i giornali inglesi non nascondono la loro preoccupazione riguardo a possibili “trucchetti” a cui gli azzurri potrebbero ricorrere per influenzare l’arbitraggio, e non risparmiano critiche ai giocatori avversari, rei di recitare e di essere pronti a tutto pur di guadagnare un fischio favorevole.

sterling cade in area
Il momento della caduta in area di Raheem Sterling (Getty Images)

Secondo Sutton gli italiani sono cascatori che amano cercare di influenzare l’arbitro

Sutton affronta la questione attraverso una riflessione onesta, verrebbe da dire dovuta, vista la maniera in cui gli inglesi hanno conquistato l’accesso alla finale. Un rigore dubbio concesso per un intervento su Sterling, che non ha fatto nulla per rimanere in piedi. Le critiche sono giunte da tutta europa, ‘Marca’ ha affermato, dopo la partita, che adesso l’Inghiterra può: “Smettere di dare lezioni al resto del continente sul non tuffarsi”.

Sebbene Sutton si dica sostanzialmente d’accordo con il fatto che ci sarà da fare attenzione alle tattiche italiane, ammette anche che gli inglesi non sono diversi, e che basta osservare i giocatori che subiscono più falli, ovvero Sterling e Harry Kane, per notare come questi abbiano la stessa tendenza ad accentuare i contatti dei loro colleghi europei. L’ambiente, a due giorni dalla finale di Wembley, è già caldissimo.