Perchè il Napoli rischia di perdere per sempre il tifo del Maradona

festa Napoli sotto la curva
Napoli festa sotto la curva (Getty Images)

Contro la Juventus il Napoli non ha potuto contare sul sostegno del tifo organizzato per le multe comminate dopo Napoli-Venezia agli ultras.

Bastava guardare la tv ufficiale del Leicester durante i sorteggi di Europa League per ricordarsi che il Napoli all’estero è conosciuto per due motivi: è la squadra di Diego Armando Maradona e per il calore dei tifosi.

Durante l’esaltante era di Sarri al Napoli, il coro “Un giorno all’improvviso” fece il giro del mondo, tutti attendevano il rito del giro di campo di fine partita con la squadra che cantava insieme alla curva.

Tutto ciò potrebbe non esistere più per l’applicazione severa del regolamento d’uso dello stadio Diego Armando Maradona, con le multe che arrivano per il mancato rispetto del proprio posto o per lo sventolio di una bandiera che ostacolerebbe la disposizione a scacchiera dei tifosi.

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ultras Napoli cantano
Ultras Napoli (Getty Images)

A Napoli il desiderio dello stadio-teatro nasce due anni fa, altro che Covid

Bisogna portarsi indietro con il tempo. Estate 2019, l’ex stadio San Paolo subisce un corposo restyling e vengono installate nell’impianto di Fuorigrotta varie telecamere d’ultima generazione dotate del riconoscimento facciale.

Il tempo di metterle in funzione e partono le multe per le violazioni al regolamento d’uso pubblicato da tempo sul sito ufficiale del Napoli. 29 settembre 2019, Napoli-Brescia 2-1 è il primo territorio di battaglia. Dopo qualche settimana a casa di tanti tifosi arrvivano multe per non aver rispettato il proprio posto, per aver occupato le vie di fuga, per le violazioni spesso anche inconsapevoli quando si vive una curva.

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Lo stadio non è il teatro, l’ha spiegato Spalletti che la gente non va a godersi lo spettacolo ma di generazione in generazione si tramanda il gusto di partecipare alla partita sostenendo la propria squadra.

Inizia uno scontro mediatico, culturale, il Napoli post-ammutinamento in campo ne risente, la storia si sblocca soltanto a gennaio 2020 quando poi gli azzurri battono Lazio in Coppa Italia e Juventus in campionato. La mediazione è: rispetto delle regole di sicurezza ma nessuna multa per il cambio posto e soluzione condivisa sui lanciacori.

A marzo 2020 arriva il Covid e gli stadi rimangono chiusi per diciotto mesi.

Koulibaly e Politano esultano
Politano e Koulibaly (Getty Images)

Riaperto il Maradona, il problema delle multe è tornato

Gli stadi sono aperti al 50%, si discute di passare al 75%, è giusto applicare le regole di sicurezza ma dev’esserci il buonsenso. Senza ipocrisia, il Governo ha aperto gli stadi perchè i dati sulla pandemia fanno pensare che la situazione sia gestibile, non ha creduto che fossero diventati dei teatri svuotati di passione.

Perchè in tutta Italia vediamo scene di tifo organizzato nelle curve e a Napoli è stato vietato? Togliamo i vestiti ipocriti e formali: se multi per il cambio posto o per la bandiera, di fatto lo stai vietando e, infatti, la curva B non è mai tornata dopo i 18 mesi di chiusura e i gruppi organizzati della curva A non sono entrati allo stadio contro la Juventus.

Gli stessi tifosi (nel caso della A soprattutto) poi vanno in trasferta e sono liberi di tifare, come accaduto a Genova, quando hanno anche aiutato il Napoli a portare a casa la vittoria.

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Sabato c’era un tifo spontaneo, qualche sostenitore faceva partire un coro e gli altri lo seguivano. Lo scherzo del destino? Quei cori a favore del Napoli sono stati pensati e introdotti dagli ultras, sono nel vissuto comune di squadra e pubblico grazie a loro, quelli che al momento non ci sono più e chissà quando torneranno.

La vicenda è ancora più ampia perchè, con l’applicazione rigida del regolamento d’uso, due amici che s’incontrano allo stadio, magari compagni di gradinata da decenni, non possono decidere di condividere la passione della partita. Rischiano le multe anche se, muniti di green pass, si sono accordati con il proprietario del posto come si farebbe magari in un treno.

Il rischio è svuotare un rito sociale, ammazzare la passione. Vi conviene?