Le parole del giocatore faranno molto felici i tifosi del Napoli, che ne attendono l’arrivo da tempo: tanti i retroscena svelati.
Nel mare magnum delle incertezze sui trasferimenti, fra entrate e cessioni, il Napoli ha una sicurezza: si sta avvicinando l’arrivo di Khvicha Kvaratskhelia. Un nome del tutto nuovo per la scena elitaria del calcio europeo, poiché l’attaccante georgiano arriva dalla Dinamo Batumi e gli azzurri hanno sbaragliato la concorrenza, trovando l’accordo per cinque stagioni a 1,5 milioni di euro d’ingaggio all’anno nel bel mezzo della stagione sportiva.
Dopo aver lasciato il Rubin, appena scoppiata la guerra tra Ucraina e Russia a causa di minacce alla sua famiglia, il calciatore è tornato nel proprio paese natale e ha messo in luce ancora una volta tutte le sue qualità, destando tanta curiosità sul suo approdo in Serie A.
A pochi giorni dal ritiro del Napoli a Dimaro, Kvaratskhelia è pronto all’arrivo in Italia e ha rilasciato un’intervista al canale ‘Nobel’ nel corso della quale ha raccontato diversi retroscena.
“Ho parlato con Spalletti, che mi ha detto di voler lavorare con me e io ho sentito lo stesso desiderio. Dopo quelle parole, ho deciso di firmare col Napoli”, dice l’attaccante all’insider Nobel Arustamyan, continuando: “Il mister mi ha spiegato tante cose sulla Serie A e io mi sento pronto al salto. Ancora non so se indosserò la 77 o la 18, so soltanto che non potrò usare la 10 perché è soltanto di Maradona. Ho voglia di giocare con un grande come Koulibaly”.
Il giocatore ha spiegato gli ultimi mesi complicati prima della firma col Napoli: “Allo scoppio della guerra tutti avevamo paura. I compagni mi hanno detto di scegliere il meglio per me, non potevo restare in Russia ma ho onorato la maglia del Rubin fino alla fine. Da lì, sono stato in Nazionale e il mio agente mi ha chiamato per dirmi di alcune offerte. Non è stato facile per me, bisogna sempre scegliere la squadra migliore per te. A volte ci sono squadre forti che però poi non sono quelle giuste per il tuo futuro. Ho avuto modo di parlare con Miranchuk, mi ha spiegato quanto sia duro il lavoro fatto in allenamento in Serie A”.
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