Ripresa Serie A, l’Inter non ci sta: altri 7 club dicono no al nuovo protocollo, niente allenamenti?

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images )

RIPRESA SERIE A- Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, e come confermato dall’odierna edizione di “Repubblica“, l’Inter sarebbe pronta a dire stop alla ripresa degli allenamenti di squadra a partire dal prossimo 18 maggio. Marotta è stato chiaro, e la sensazione è che il nuovo protocollo comunicato dalla Figc sia impossibile da mettere in pratica.

“Non vogliamo fare polemica ma semplicemente con queste regole non saremmo in grado di andare in ritiro. Per questo chiediamo che siano cambiate, o non avremo alternative”. Sulla scia dell’Inter anche Napoli, Milan, Cagliari, Verona, Sampdoria, Atalanta e Genoa.

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Ripresa Serie A, il comunicato dell’AIC: “Tutto fermo alla prima positività”

Con un lungo comunicato ufficiale, l’AIC ha confermato che alla prima positività, una volta ripartiti, non è da escludere un nuovo stop con sospensione del campionato. Ecco il comunicato ufficiale:

L’ ipotesi del ritiro per la creazione del “GRUPPO Squadra” è stata valutata e condivisa fin dall’inizio, ma in assenza di date certe per la ripresa del campionato 2019/2020 appare prematura ogni valutazione sulle tempistiche di svolgimento dello stesso. Inoltre, le modalità di gestione delle eventuali positività di un membro del “GRUPPO Squadra”, così come definite dal nuovo protocollo, non sembrano idonee a garantire la conclusione del campionato; esiste il concreto rischio di doversi fermare nuovamente non appena si potrà tornare in campo, vanificando così tutti gli sforzi profusi. 

L’esigenza sentita da tutti noi è quella di avere chiarezza sui futuri protocolli concretamente attuabili nelle settimane successive alla prima fase di ritiro, soprattutto con riguardo alle modalità di svolgimento delle partite di campionato; la consapevolezza dei passi da compiere per tornare in campo ci aiuterebbe a condividere un percorso, senza malintesi e rischi inutili in questo momento. 

Nelle prossime ore e nei prossimi giorni si valuteranno ulteriormente tutti gli aspetti critici, anche attraverso un confronto con i medici, i tecnici e gli arbitri che, come i calciatori, non vedono l’ora di trovare la giusta modalità di ripresa, preservando l’incolumità e garantendo l’uniformità di trattamento per tutte le persone coinvolte”

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