La storia di Gennaro Volpe in un libro: “Meritava la Serie A”

Gennaro volpe

La storia di Gennaro Volpe, ex Mantova, Cittadella e Virtus Entella, racontata nel libro “Sudore e Cuore” di Matteo Fantozzi

Matteo Fantozzi ha raccontato Gennaro Volpe nel suo nuovo libro “Sudore e Cuore”. Edito per Santelli Editore l’opera sarà in tutte le librerie d’Italia dal 28 gennaio prossimo.

L’autore ci ha rilasciato una breve intervista in cui ha raccontato cosa l’ha spinto a scrivere un libro su questo calciatore. Gennaro Volpe è nato a Pozzuoli il 17 febbraio del 1981. Dopo esser cresciuto nelle giovanili dell’Empoli ha vissuto alcuni anni in salita prima di affermarsi tra Prato e Ascoli. A Mantova tra il 2002 e il 2006 è riuscito ad affermarsi. Dopo è volato al Cittadella dove in 5 anni ha dimostrato di essere un calciatore da Serie B, cosa poi confermata in altrettanti anni alla Virtus Entella. Dopo oltre 150 presenze in cadetteria ha lasciato diventando allenatore, oggi guida la Primavera della squadra di Chiavari.

Gennaro Volpe Sudore e Cuore, intervista esclusiva a Matteo Fantozzi

Chi è Gennaro Volpe?
“Gennaro Volpe è stato un buon calciatore che avrebbe meritato qualcosa di più in carriera. Questo lo avevo già detto quando era ancora un calciatore, sperando di vederlo in Serie A cosa che però non è mai riuscito a fare. La conferma l’ho avuta in questa esperienza visto che l’ho conosciuto come uomo. Persona straordinaria sempre ottimista e positiva è riuscito a darmi dei messaggi molto forti e a insegnarmi qualcosa di importante a livello professionale e umano anche se faccio un lavoro diverso dal suo e anche per questo abbiamo una vita diversa. Non si deve mollare mai”.

Cosa ti ha colpito di più del suo racconto?
“Il bene che gli vuole la gente. Ho intervistato quasi 50 persone tra calciatori, allenatori, dirigenti e tifosi che hanno avuto a che fare con lui e tutti mi hanno fatto trasparire il bene che gli vogliono. Dire che si vuole bene a una persona di cui si chiede un parere in un’intervista è cosa quasi scontata, ma dalle parole di chi ho sentito ho capito il grandissimo amore che questo ragazzo ha messo nel suo lavoro, riuscendo a dare tanto a chi ha avuto l’onore di conoscerlo”.

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Puoi raccontarci qualcosa di divertente?
“Io e Gennaro abbiamo una cosa in comune, siamo due giullari. Io come lui amiamo fare degli scherzi e lungo il racconto che mi ha fatto della sua vita Genna mi ha mostrato il suo lato ironico raccontandomi tantissimi scherzi fatti ai suoi compagni di squadra che sono ovviamente tutti contenuti all’interno del libro”.

Che tipo di giocatore era Gennaro?
“Uno che buttava il cuore sempre davanti all’ostacolo. Pensate che è tornato in campo a pochissimi giorni da un intervento in cui rischiava di rimanere cieco per una tacchettata nell’occhio mentre si allenava. Un pazzo furioso, ma un pazzo di quelli buoni che mettono sempre il gruppo davanti agli altri e che ha dimostrato di avere voglia e determinazione per raggiungere anche i risultati che forse madre natura non gli consentiva di raggiungere”.