In Inghilterra hanno deciso di riaprire gli stadi

Mourinho allo Stadium
Mourinho (Getty Images)

L’Inghilterra prova a tornare alla normalità: spunta la data per il ritorno graduale dei tifosi allo stadio

Un piccolo passo per tornare, lentamente, ma finalmente, alla normalità. In Inghilterra, dal 17 maggio prossimo, si potrà tornare negli stadi. Ovviamente non tutti insieme, appassionatamente, ma per gradi, tornando a riempire – a distanza – gli impianti sportivi della Premier League. Una volontà precisa dal parte del Premier, Boris Johnson, che ha presentato un piano per l’allentamento delle misure anti-Covid. Tra queste, appunto, rientra anche il ritorno dei tifosi allo stadio.

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Guardiola (Getty Images)

Inghilterra, i tifosi tornano allo stadio

La notizia, riportata da vari organi d’informazione, come ‘Sky Sports UK’ e la ‘BBC’, è la seguente: gli stadi grandi, i più capienti dell’Inghilterra, potranno ospitare fino a dieci mila persona oppure, in alternativa, come riferimento aritmetico, essere pieni per un quarto della propria capienza. Di conseguenza, gli impianti più piccoli potranno, invece, ospitare fino a quattromila persone oppure riempirsi per metà, a seconda del numero di spettatori consentiti.

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Sulle date ci sono ancora dubbi. La Premier League, ad esempio, terminerà il 23 maggio. Johnson vorrebbe cominciare a riaprire gli stadi per la penultima giornata o, comunque, in quel periodo. Il 15 maggio, ad esempio, ci sarà a Wembley la finalissima di FA Cup. In quell’occasione, magari, i tifosi potrebbero tornare allo stadio. Per le serie minori, invece, il ritorno dei tifosi potrebbe avvenire nelle gare dei playoff. Al momento una semplice ipotesi.

Non è la prima volta che l’Inghilterra prova a tornare alla normalità. Già a dicembre ci aveva provato senza successo con le duemila persone a cui era stato concesso entrare allo stadio nei paesi meno colpiti dal virus. Poi la decisione di sospendere tutto con l’aumento dei contagi. Ora un nuovo spiraglio e una nuova data: lunedì 17 maggio. Ci spera anche l’Italia, che non vede l’ora d’intravedere la propria luce.