Juve, non solo Ronaldo: Capello ha scelto a chi dare la colpa

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Capello (GettyImages)

L’eliminazione in Champions della Juventus ha provocato tante reazioni, tra di esse anche quella di Capello che ha preso di mira i senatori

L’eliminazione precoce della Juventus dalla Champions League ha provocato la reazione di tanti addetti ai lavori. Ha suscitato particolare scalpore l’affondo di Fabio Capello, che peraltro in passato ha ricoperto il ruolo di allenatore bianconero.

L’ex tecnico non le ha mandate a dire, anzi, si è rivolto principalmente alla vecchia guardia della Juventus. Il motivo è semplice: l’assenza dei calciatori di peso davanti ai microfoni dopo l’eliminazione subita per mano del Porto.

Dopo la sfida contro i portoghesi, infatti, si sono presentati davanti ai giornalisti Federico Chiesa e Matthijs De Ligt. Il primo classe 1997, il secondo 1999. Due delle figure più giovani sono state incaricate di raccontare lo stato d’animo dello spogliatoio in seguito a un passo falso inaspettato ai momenti dei sorteggi, a dicembre.

La Juventus invece ha toppato l’appuntamento più importante di una stagione che è da considerare abbastanza deludente malgrado la vittoria di gennaio in Supercoppa Italiana contro il Napoli e la finale di Coppa Italia già prenotata contro l’Atalanta. Il monopolio degli scudetti degli ultimi nove anni è vicino alla conclusione e in Europa prosegue la maledizione. I bianconeri hanno fatto pure peggio di un anno fa quando si sono fermati nei quarti di finale contro l’Olympique Lione.

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Bonucci e Ronaldo (GettyImages)

Juventus, l’affondo di Capello sui senatori: “Essere capitano non significa soltanto scambiarsi il gagliardetto”

Ai microfoni di Sky Sport, l’ex allenatore tra le altre di Roma e Milan è stato abbastanza duro, facendo riferimento soprattutto alla mancanza di personalità di alcuni. Fabio Capello non è stato per nulla tenero: “Essere capitano non significa soltanto scambiarsi il gagliardetto”, ha detto l’attuale opinionista, facendo riferimento al rituale che precede l’inizio delle partite.
“Facile andare in televisione dopo che si vince, bisogna farlo anche quando si perde”. Metterci la faccia sempre, dunque.

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Principali bersagli del tecnico probabilmente Bonucci e Cristiano Ronaldo, i due uomini di maggiore esperienza.