”Al Milan ho pianto tanto”: lo sfogo del calciatore

Esultanza Sassuolo
Sassuolo (Getty Images)

Manuel Locatelli è stato intervistato dai canali ufficiali del Sassuolo dove ha parlato del suo traumatico addio al Milan

Manuel Locatelli è diventato uno dei punti cardini del sorprendente Sassuolo di De Zerbi. Il centrocampista si è conquistato anche la fiducia di Mancini che lo sta convocando stabilmente in Nazionale.

L’ex rossonero è giunto in Emilia nel 2018 in prestito con obbligo di riscatto ed ha disputato 89 partite, segnando 6 goal e, soprattutto, facendo cambiare idea ai suoi detrattori. Locatelli, ai microfoni dei canali ufficiali del Sassuolo, ha parlato anche della sua esperienza al Milan:

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Ferrari e Locatelli si danno il cinque
Ferrari e Locatelli (Getty Images)

”Il primo patto con il Sassuolo non è stato positivo”

Ero alle giovanili dell’Atalanta da piccolo, avevo legato con la squadra. Quando chiamò il Milan sbiancai, non ero sicuro, ma mi feci aiutare dai miei genitori che mi guidarono su questa decisione. Com’è stato il primo allenamento con la prima squadra? Montolivo mi disse di marcare Kakà. Mi sono chiesto dove fossi. Il goal alla Juve? Dopo la partita feci l’intervista a bordo campo e piansi, al rientro in spogliatoio i miei compagni mi menarono”. Così il giocatore neroverde.

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Il centrocampista si è soffermato anche quando ha dovuto lasciare il club rossonero: ”Quando mi dissero che il Milan mi voleva cedere è stato devastante. I dirigenti mi dissero che non ero più importante per loro, è stato veramente tremendo. Ho pianto in macchina mentre tornavo a casa. Andai dalla mia fidanzata e piangemmo insieme, poi chiamammo i miei genitori. Fu veramente un momento difficile, ma mi ha dato una mano, perché in fin dei conti anche io avevo bisogno di cambiare area”.

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Locatelli ha parlato anche dell’impatto al momento del suo arrivo al Sassuolo: ”Dopo l’esperienza di Milano arrivare qui non è stato facile. Il primo impatto non è stato positivo: eravamo al Ricci, il centro non era perfetto come adesso. Questo mi ha ha dato una mano perché al Milan avevo avuto sempre tutto e subito, ho sempre visto tutto facile da quando ero giovanissimo. Le persone che lavorano qui ti rimangono nel cuore”.