Milan, il volo di Pioli rischia di essere troppo vicino al sole

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Zlatan Ibrahimovic (Getty Images)

Per il Milan di Stefano Pioli si prospetta un finale di stagione intenso, dopo che i sogni di gloria sembrano del tutto svaniti.

Volare non è per tutti. Librarsi nell’aria è qualcosa normalmente associata a chi possiede le ali, le aquile o i gabbiani. L’uomo ha imparato a volare con aerei ed elicotteri, per muoversi più velocemente o per ammirare ciò che dal basso non si può apprezzare a pieno. Ci poniamo come obiettivo il volare sempre più in alto, sognando magari di non tornare. Il sogno è parte integrante del volo, le ali della fantasia ci aiutano a creare figure straordinarie o a credere di poter raggiungere le vette più desiderate, evitando salite impervie.

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Questo Milan è nato senza ali, ma non ha rinunciato a volare. Per farlo ha dovuto costruire e progettare, investire e lavorare sodo. Quando Stefano Pioli si è seduto in cabina di comando le aspettative non erano molte, la speranza era quella di un viaggio confortevole anche se non in prima classe. Pochi si aspettavano di competere per la Champions League, ancor meno per lo scudetto.

La velocità raggiunta sulla pista, imboccata nella seconda parte della stagione 2019/20, aveva consentito un decollo perfetto e un inizio di volo, nella stagione successiva, tale da superare ogni aspettativa, anche la più rosea. Guidato dall’allenatore emiliano il Milan è stata infatti la miglior squadra italiana dell’anno solare 2020, arrivando a ottenere ben 79 punti, con una media di 2,25 a partita. A questo risultato si aggiunge la qualificazione all’ultima edizione dell’Europa League, banco di prova necessario per riscoprire il livello del calcio europeo.

Il Milan di Pioli ha sorpreso l’intero mondo del calcio con la continuità di risultati

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Stefano Pioli (Getty Images)

Con il passare del tempo l’efficienza dei meccanismi si è affinata, il progetto studiato dalla dirigenza ha preso forma, gli investimenti sui giocatori si sono rivalutati in positivo, sia quelli sulle nuove leve sia quelli di chi fino a poco tempo prima aveva deluso. Il Milan è arrivato al giro di boa della stagione in testa alla classifica di Serie A, in piena corsa per l’Europa League e la Coppa Italia.

La situazione è cambiata rapidamente, per le motivazioni più varie. Infortuni, rosa corta e l’innalzamento del livello della competizione. L’Inter ha trovato la quadra prendendo in mano lo scettro del campionato, la fase ad eliminazione in Europa League ha portato alla doppia sfida, dal forte sapore di gloria passata, con il Manchester United ed in Coppa Italia è arrivata l’eliminazione per mano dei cugini nerazzurri. Il Milan, senza aver mai sfigurato, si è trovato d’un tratto fuori dalla corsa ad ogni titolo.

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A questo si è aggiunto un calo del rendimento dei rossoneri che li ha trascinati nel bel mezzo della lotta per la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Il Milan deve ora guardarsi le spalle. Lottare per il sogno più grande è stato bello, ma il rischio che da sempre accompagna il volo è la caduta. Tornare alla realtà è una priorità assoluta per i ragazzi di Pioli, che da grande pilota quale si è dimostrato deve assicurare ai tifosi un atterraggio che sia il più morbido possibile. La Champions League è a portata ma gli avversari sono molti e ben attrezzati. Mancano 9 partite, 9 finali che definiranno il futuro della società Milan.