Roma, Mourinho riceve l’endorsement di un pupillo dei tifosi giallorossi

Mourinho sorride
Mourinho (Getty Images)

Carlo Ancelotti vede di buon occhio l’arrivo di Mourinho alla Roma: l’emiliano ha inviato un messaggio all’amico portoghese per raccomandarsi

Carlo Ancelotti promuove José Mourinho alla Roma. Il tecnico italiano dell’Everton, grande amico dello “Special One”, ha speso parole d’apprezzamento per il portoghese nell’intervista concessa in esclusiva al “Corriere dello Sport”. “Un colpo da maestro. Ora gli scrivo dicendogli che vado a fargli da secondo”, ha scherzato l’emiliano, contattato dal direttore del quotidiano capitolino Ivan Zazzaroni.

Qualcuno ha paragonato l’arrivo del portoghese ai giallorossi a quello di Ancelotti al Napoli: “Per certi versi probabilmente possono essere paragonati. Sono comunque due piazze importanti. Non è esatto dire che in quella esperienza mi fece fuori De Laurentiis“.

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Carlo Ancelotti durante una partita dell'Everton
Carlo Ancelotti (Getty Images)

Roma, Ancelotti incorona Mourinho: “Porterà entusiasmo, conoscenze e personalità. E sulla Superlega dico che…”

“Nessuno si aspettava questa mossa della Roma, ha sorpreso tutti. Mourinho porterà grande entusiasmo, conoscenze e personalità. Parliamo di un grandissimo allenatore. Con lui ho un ottimo rapporto da tanti anni, è un amico. Gli ho fatto i complimenti e mi ha ringraziato. Gli ho detto che sono contento perché allenerà una squadra alla quale tengo molto. I tifosi lo adoreranno”.

Qualche dubbio è stato mosso per via degli ultimi risultati conquistati da Mourinho durante le sue ultime esperienze in Inghilterra: “Dipende dalle aspettative di una società. Il Tottenham aveva esonerato Pochettino perché non riusciva ad entrare tra le prime quattro Lì, Mou ha dovuto fare i conti con parecchi infortuni. A Manchester invece non aveva fatto male, aveva vinto l’Europa League, qualificandosi agevolmente per la Champions. Il livello della Premier è molto alto. La differenza tra l’Inghilterra e la serie A consiste nella qualità di tecnici e calciatori. Questa ha un prezzo”.

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Infine, sulla Superlega: “Mi sta bene parlare di business perché ho letto che l’industria del calcio muova 25 miliardi di euro. Non sono d’accordo però quando esso uccida il merito sportivo. Bisogna saper coniugare le due cose altrimenti non va bene. Il merito riservato soltanto a cinque squadre non esiste. Non credo che l’Uefa possa estromettere per un anno Real Madrid, Barcellona, Juventus e Milan. Così finirebbe per punire pure calciatori e tifosi che si sono opposti alla creazione della Superlega. E poi cosa ne penserebbero le tv che hanno acquistato i diritti televisivi per assistere a una Champions a ranghi completi?”.