Non rinnova, l’allenatore che si libera per la Juventus

Pirlo lancia la palla
Pirlo (Getty Images)

Pesante sconfitta per la Juventus e si fanno sempre più forti i dubbi su Pirlo: un allenatore pronto a liberarsi per la panchina bianconera

Sprofondo bianconero. La gara con il Milan doveva essere quella della svolta nella corsa Champions, lo è stato ma per la squadra di Pioli. All’Allianz Stadium è andata in scena una delle peggiori prestazioni della Juventus, certificata dallo 0-3 finale che complica le cose per Pirlo. Ora la squadra bianconera è quinta in classifica e si aggrappa ai risultati delle avversarie per centrare l’obiettivo minimo in campionato.

Vincerle tutte, anche quella contro l’Inter, e poi sperare nel passo falso di una tra Atalanta, Milan e Napoli. Sperare e poi decidere perché al triplice fischio del campionato, toccherà programmare il futuro. Senza Pirlo, quasi sicuramente, perché a questo punto non può bastare neanche una Champions per salvare l’allenatore. Poche le possibilità di vederlo ancora sulla panchina della Juventus il prossimo anno, tante quelle di vedere un volto nuovo a guidare i bianconeri.

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Simone Inzaghi dà indicazioni
Simone Inzaghi (Getty Images)

Juventus, Inzaghi per il dopo Pirlo

Allegri è in pole anche se il suo arrivo è da mettere in relazione anche con l’addio di Paratici e Nedved con i quali i rapporti non sono ottimi. Per Zidane, invece, una Juventus senza Champions diventerebbe meno appetibile. Ed allora potrebbe prendere corpo un’ipotesi tutta italiana: Simone Inzaghi.

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Come riferisce il ‘Corriere dello sport’, la Lazio ha rimandato qualsiasi discorso a fine campionato, ma i segnali che portano ad una separazione non mancano. L’allenatore biancoceleste è grande amico di Paratici. In caso di permanenza del CFO potrebbe così essere lui a guidare la Juventus nella prossima stagione. Grande esperienza in Serie A, capacità di fare di necessità-virtù, ingaggio comunque più contenuto rispetto agli altri due contendenti. Tutte caratteristiche che lo rendono un profilo ideale: sarà anche quello scelto per il rilancio?