Gasperini, lo juventino che rovinerà la Juve

Gasperini in panchina
Gasperini @GettyImages

Prima la finale di Coppa Italia, poi l’ultima di campionato con il Milan: Gasperini, juventino di formazione, può rovinare la Juve

Grugliasco è una piccola cittadina di poco meno di 40000 abitanti in provincia di Torino. Nel borgo c’è un molto attivo Juventus Club che testimonia come Grugliasco sia a forti tinte bianconere. 63 anni fa, proprio a Grugliasco, è nato Gian Piero Gasperini. Uno che è cresciuto nel mito della Juventus, che ci ha fatto il settore giovanile, che ha mosso i suoi primi passi da tecnico, allenando nel vivaio dal 1994 al 2003.

Insomma, Gasperini è uno juventino di formazione e chissà se anche di fede. Uno juventino che può radere al suolo quel che resta della stagione della Juve. Questo è il destino di Gasperini, trovandosi ad affrontare uno storico appuntamento per quella che oggi è la sua realtà, l’Atalanta. La sua Dea parte da favorita nella finale di mercoledì proprio contro la Juventus: vincere la Coppa Italia significherebbe entrare ancor di più nella storia nerazzurra e gettare ancor più nell’ombra la stagione bianconera. Inoltre, sarà proprio Gasperini a decidere il destino della Juventus in Champions League.

Tutte le news sulla SERIE A e non solo: CLICCA QUI!

Andrea Agnelli di profilo
Andrea Agnelli (Getty Images)

Gasperini-Juve, l’incrocio che determinerà il futuro

Un’eventuale sconfitta, infatti, contro il Milan nell’ultima partita di campionato non porterebbe nessun danno all’Atalanta. Con la contemporanea vittoria del Napoli contro il Verona, però, si certificherebbe la clamorosa ed impronosticabile (in avvio di stagione) esclusione della Juventus dalla prossima Champions. Non sarebbe solo il disastro della gestione Pirlo, rappresenterebbe un punto di non ritorno per la presidenza Agnelli, nonostante i 9 scudetti di fila.

LEGGI ANCHE >>> Serie A, svelati i club in difficoltà con gli stipendi: c’è una big

Nelle mani del Gasp, insomma, c’è tantissimo del futuro prossimo della Juve. Chi è cresciuto nel mito della vecchia signora potrebbe decretarne la rivoluzione. Perché senza Champions League, l’addio di Ronaldo e praticamente certo così come la necessità di provare una nuova casa ha tanti giocatori con stipendi altissimi e che hanno reso pochissimo rispetto a quanto sono pagati. Nelle ore in cui si moltiplicano le voci legate a tecnici come Gattuso e Simone Inzaghi, suona strano non ascoltare proprio il nome di Gasperini accostato a quella che potrebbe essere l’ultima grande scommessa della sua carriera. Tornare a Grugliasco, da allenatore della prima squadra della Juventus. Agnelli, forse, ci penserà: sperando in un karma più benevolo.