“Insigne il peggior avversario”: ha vinto la Champions ieri col Chelsea

Lorenzo Insigne sorride
Insigne (Getty Images)

Rudiger, fresco vincitore della Champions col Chelsea, sorprese tutti con le sue parole per Insigne

Antonio Rudiger, vecchia conoscenza del calcio italiano, ha coronato un sogno. L’ex difensore della Roma ha battuto un Manchester City ritenuto a furor di popolo indomabile. La vittoria, seconda nella storia del Chelsea in questa competizione, porta un po’ d’Italia anche questa volta. Se alla prima Champions vinta c’era un inaspettato Di Matteo a condurre i Blues, questa volta è Jorginho fare le fortune dei londinesi. Di Rudiger, però, a lasciare tutti sorpresi sono state anche le parole riservate ad Insigne qualche tempo fa ad ‘Ultimo Uomo’.

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Rudiger esulta dopo la Champions
Rudiger (Getty Images)

Quando Insigne era l’incubo di Rudiger: “Non riuscivo a prenderlo”

Proprio così. Per Antonio Rudiger, roccioso centrale forgiato tra le strade di Berlino, non è un ariete l’attaccante che più teme o ha temuto. Nella sua esperienza romana, durata due anni (2015-2017), il tedesco ha dovuto fare i conti con i “tre tenori” del Napoli di Sarri. Quel gioco dei partenopei, particolarmente offensivo e prolifico, aveva come colonne portanti le repentine invenzioni di Callejon, Mertens e Insigne. Già, Insigne. Tra i tre, è proprio il talento di Frattamaggiore quello che ha fatto ammattire Rudiger. “Insigne è molto intelligente. Sapendo che nel confronto fisico non ha chance allungandosi la palla, gioca a un tocco. Un tocco, e se ne va dalla mia zona. Non riuscivo proprio a prenderlo”.

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L’ex Roma, allenato da Garcia e Spalletti, aggiunge: “Il suo baricentro basso lo rende stabile, a differenza mia. Quando cambia direzione, spostandosi lateralmente, ‘sono morto'”. Insomma, per Rudiger, Lorenzo Insigne era davvero un incubo. Il peggior avversario possibile.

Antonio Rudiger è stato uno dei protagonisti della vittoria del Chelsea. Il difensore, grazie a Tuchel, è stato valorizzato come non avvenuto col predecessore Lampard. Di riflesso, verrebbe da farsi una domanda. Se il difensore dei campionissimi elegge Insigne come uno dei peggiori avversari, noi italiani potevamo fare meglio in Europa negli ultimi anni? Domanda complessa, a tratti irrazionale e superficiale. Di sicuro ci si auspica, come obiettivo temporalmente più vicino, di disputare un buon Europeo.