Napoli, no alla Superlega ma Aurelio De Laurentiis ha un piano anti Uefa

De Laurentiis pensieroso
Aurelio De Laurentiis (Getty Images)

Il presidente del Napoli De Laurentiis ha ribadito il suo no alla Superlega ma vuole levare una competizione all’Uefa per garantire i club

L’idea della Superlega è abortita. L’iniziativa dei dodici club ha fatto tanto discutere negli ultimi mesi provocando la reazione furente di un gran numero di tifosi, che specie in Inghilterra ha detto no alla manifestazione. In nove hanno così subito abbandonato la possibilità mentre in tre, Real Madrid, Barcellona e Juventus, sono rimasti fedeli alla propria iniziativa sebbene si siano ritrovati soli.

Sulla questione si è espresso adesso il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Le sue parole nel corso del ‘Passepartout Festival’ faranno certamente discutere.

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Ceferin in tribuna vicino a Mattarella
Aleksander Ceferin (Getty Images)

Napoli ,De Laurentiis: “No alla Superlega ma bisogna togliere una competizione all’Uefa per aiutare i club”.

Il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è apparso abbastanza scettico e insofferente riguardo a diversi aspetti.
“La Superlega è figlia della disorganizzazione che regna nel calcio. Le istituzioni pensano di poter gestire i nostri soldi e i nostri investimenti”.
Poi concentrando lo sguardo sugli introiti provenienti dalla Champions, De Laurentiis ha aggiunto: “Attraverso questa competizione, club come Real Madrid, Juventus, Napoli riescono a fatturare tra i 70 e i 100 milioni ma che senso ha indebitarsi così tanto poiché se ne spendono tra 200 e 300? I conti non quadrano. Facendo parte dell’Eca (ndr, European Club Association), posso dire di aver sempre detto a Andrea Agnelli che stesse sbagliando sull’idea della Superlega perché così loro volevano diventare gli attori principali del sistema, ritengo però che bisogna lasciare la porta aperta a tutti in maniera democratica”.

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Poi l’affondo conclusivo sull’Uefa: “Dobbiamo comunque stabilire un’altra competizione da togliere all’Uefa, facendo in modo che essa rimanga soltanto come segretariato generale. In questo caso daremmo noi una percentuale sulle revenues a loro. Se qualcuno dei miei calciatori dovesse infortunarsi durante l’Europeo, chi mi rimborsa le perdite subite? Dobbiamo sederci a tavolino per rivedere alcune cose. Agnelli e Perez non hanno sbagliato quando hanno detto che il calcio è diventato fallimentare per colpa delle istituzioni”.