Serie A, ancora un rebus le riaperture: la proposta che fa felice i tifosi

Tifosi dell'Inter (Getty Images)

La Serie A si prepara alla prossima stagione con il rebus riaperture. La sottosegretaria allo sport Vezzali annuncia le sue proposte.

La Serie A attende indicazioni dal Governo in merito alla riapertura degli stadi. Nei giorni scorsi ad intervenire sull’argomento era stato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa spiegando che “la prossima stagione partirà dal 22 agosto con il 25% di pubblico in presenza. Ci vuole prudenza, senso di responsabilità”. La situazione, però, potrebbe cambiare dopo l’intervento diretto della sottosegretaria con delega allo sport Valentina Vezzali.

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Vezzali interviene
Valentina Vezzali (Getty Images)

La Serie A pronta a ripartire. Ecco le proposte della sottosegretaria Vezzali sulle riaperture

L’ex campionessa di scherma, infatti, prima di partire per Tokyo dove domani inizieranno le Olimpiadi ha avuto modo di confrontarsi con la cabina di regia avanzando alcune sue proposte. “Ho chiesto – si legge nel post della Vezzali, pubblicato su Twitter e Facebook – di prevedere, per gli eventi sportivi in zona bianca, il 75% della capienza per gli impianti all’aperto ed il 50% per quelli al chiuso. Nelle zone gialle, invece, ho proposto di superare gli attuali limiti massimi di 1000 persone all’aperto e 500 al chiuso, seppure consapevole dell’esigenza di continuare a mantenere alta la soglia di prudenza e di cautela”.

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Percentuali e numeri di certo apprezzati dalle società, messe in ginocchio dal punto di vista finanziario dall’emergenza Covid. A lanciare l’allarme, di recente, era stato il presidente del Cagliari Tommaso Giulini. “Il sistema è al collasso. Non c’è un briciolo di sostegno dal Governo che non ha dato garanzie nemmeno per la riapertura degli stadi ad agosto. Si rischia – aveva detto durante un’intervista concessa a ‘La Repubblica’ – di far scappare imprenditori seri. Dovremo avere il coraggio di non scendere in campo alla prima giornate e di fermare il campionato. Non è possibile che non ci sia permesso di fare calcio”.

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