Durante: “Ho brutte notizie per Inter e Napoli. Kaio Jorge troppo pompato”

Sabatino Durante in collegamento
Sabatino Durante

L’agente FIFA Sabatino Durante e i retroscena su Messi al PSG: “Nell’ambiente lo sapevano tutti”. E poi Lautaro, Insigne, Chiesa e Kaio Jorge

Strano calciomercato, questo. La pandemia ha messo in ginocchio moltissimi club, impedendogli di fare movimenti di rilievo in entrata: basta guardare quello che succede in Serie A, dove i colpi delle big si sono limitati quasi esclusivamente agli allenatori.

Di converso c’è un PSG che sta costruendo, a suon di parametri zero, un dream team che comprende anche il più forte giocatore del mondo, Messi. Di questo e altro SerieANews.com ha parlato con l’agente FIFA Sabatino Durante che, tra una valutazione e l’altra, ci ha svelato alcuni intriganti retroscena di mercato.

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Messi alla conferenza di presentazione al PSG
Lionel Messi (Getty Images)

“Messi e Neymar parlavano da tempo del trasferimento di Leo a Parigi”

Messi dal Barcellona al PSG da svincolato. Conoscendo la situazione finanziaria dei blaugrana e il salary cap della Liga, c’erano avvisaglie di questo trasferimento clamoroso?

“Io lo sapevo già: per chi è dell’ambiente era chiaro che Messi sarebbe andato a Parigi. Lui e Neymar sono amici, si sentono. Non è un segreto: ne parlavano fra di loro da diverso tempo. Sulla storia del salary cap, stendiamo un velo pietoso. Ma, ripeto, Leo al PSG era un’operazione già chiusa. Quel comunicato che hanno fatto, lo hanno fatto di comune accordo per i tifosi: è stata un’imbiancatura dell’ufficio stampa del Barcellona”.

Non solo Messi: la campagna acquisti faraonica dei parigini è stata impostata quasi tutta sui parametri zero. È una soluzione a cui dovremo abituarci sempre di più nelle prossime sessioni di mercato?

“Sì, perché il 90% delle squadre hanno i conti in profondo rosso, difficoltà coi pagamenti. Quindi meglio andare a parametro zero, guadagneranno più i giocatori ma per le squadre è un esborso inferiore, almeno finché il calcio non si rimette in equilibrio. In effetti i soldi girano solo grazie a pochi, come il PSG e qualche squadra inglese”.

Pure Mbappé rischia di andare via a zero, destinazione Madrid?

“Molto dipenderà da come ingranerà la squadra con Messi. Se porterà risultati, allora Mbappé potrebbe anche rimanere. La dimensione economica lui la trova più nel Paris Saint-Germain che nel Real. A Madrid troverebbe la storia, ma con l’arrivo della Pulce le cose potrebbero cambiare”.

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Anche il giocatore migliore dell’ultima serie A, Lukaku, se ne è andato al Chelsea. Ma in questo caso l’Inter incasserà moltissimi soldi. Condivide la logica dell’operazione?

“La condivido, certo: ti arriva un’offerta del genere per un giocatore di 28 anni, è logico che dici sì. Però, parliamoci chiaro: l’operazione l’Inter l’ha dovuta fare ‘obtorto collo’. E nonostante Hakimi, nonostante Lukaku, la situazione ancora è pesante: Suning è in ritirata, non so se il fondo Oaktree tapperà i buchi. Ma quando servono i soldi, si vendono anche i comodini. Mi auguro per i tifosi nerazzurri che non siano costretti a cedere pure Lautaro: in questo momento so che non vogliono darlo via, ma non escluderei che se ne possa riparlare presto, forse già a gennaio”.

Passiamo all’Italia che ci ha fatto tanto gioire un mese fa. Nella rosa dei campioni d’Europa si sono trasferiti due portieri: Donnarumma (all’onnipresente PSG) e Sirigu, dal Toro al Genoa. Ma qualche altro cambio di casacca dobbiamo aspettarcelo, giusto?

“Locatelli alla Juve, lo sanno tutti: devono trovare la formula giusta, ma al 99% è fatta. Capitolo Insigne: è un bel giocatore in scadenza che può interessare a varie squadre. Io credo che non si sposterà adesso, ma che De Laurentiis lo perderà a zero tra un anno per il suo modo di ragionare. Il presidente del Napoli è uno che o tutto o niente, invece a volte bisogna mediare. Poi c’è Florenzi che non trova spazio alla Roma e andrà via. Al Milan? Può darsi. Tutti gli altri (da Belotti a Berardi) non credo, per il motivo già detto prima: non ci sono i soldi, nemmeno per operazioni di entità ridotta”.

A proposito di Azzurri: è vero che la Juve ha respinto una super offerta per Chiesa?

“Mi risulta che ha avuto due-tre proposte dall’Inghilterra, ma non erano i 100 milioni di euro di cui si è parlato. E non c’era il Liverpool: credo che l’Arsenal sia arrivato a 70 milioni: ma i Gunners non fanno neanche le coppe quest’anno. Se la Juve dà via Chiesa a queste condizioni, allora può anche chiudere: è il miglior attaccante bianconero, con tutto il rispetto per Cristiano Ronaldo, che è fortissimo ma gioca per sé stesso e non per la squadra.

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Lukaku e Lautaro festeggiano lo scudetto dell'Inter
Lukaku e Lautaro Martinez (Getty Images)

“Kaio Jorge molto pompato dai media, è ancora un apprendista”

E Kaio Jorge? Lei che è esperto di Brasile ci dà una valutazione sul ragazzo ex Santos?

Se Kaio Jorge fosse il fenomeno che si dice sarebbe stato quantomeno a Tokyo, nella nazionale olimpica brasiliana che ha vinto l’oro. Invece non è nella selezione maggiore e non è nell’olimpica. Stiamo parlando di un apprendista giocatore importante, perché le qualità ce le ha, che però ti va a occupare uno slot da extracomunitario. Questo affare dimostra tutta l’irrazionalità dei dirigenti italiani, nonché della stampa, che l’ha pompato presentandolo come il nuovo Neymar. Con cui Kaio Jorge non c’entra nulla”.

E gli altri acquisti sudamericani: Matheus Henrique al Sassuolo, Viña alla Roma e Nico Gonzalez alla Fiorentina, hanno la possibilità di esplodere nel nostro campionato?

“Matheus Henrique è un buon giocatore, ma niente di più. Ripeto, non ci sono i nuovi Neymar in questo momento. Però al Sassuolo sono bravi a fare gli investimenti giusti, a mettere i giocatori in condizione di valorizzarsi.

Per quanto riguarda Viña, solo il fatto che sia uruguaiano ti dà delle garanzie: gli uruguagi hanno un carattere incredibile, in giallorosso può seguire un po’ il percorso di Emerson Palmieri. Il ragazzo ha sia quantità che qualità, credo che farà bene, poi lì ora c’è Mourinho che sa leggere, scrivere e far di conto.

Nico Gonzalez, infine: lui ha già esperienza in Europa, viene dallo Stoccarda. È un ottimo calciatore, bisogna vedere l’ambiente che troverà a Firenze, perché ho l’impressione che Commisso voglia fare un po’ troppi ruoli e che il 90% delle scelte, alla fine, le sbagli. Però Gonzalez è di indubbio valore, potrebbe giocare in qualsiasi squadra di Serie A, anche alla Juve o all’Inter”. 

Per finire, e riconnettendoci in parte al discorso di prima: in Italia si sta facendo una fatica matta a fare mercato. Ci sono pochi soldi, certo, ma mancano anche un po’ le idee? E c’è qualche società che fa eccezione?

“È il discorso che ha fatto di recente Cassano: dove sta lo scouting? Non posso dargli torto, Antonio è spesso sopra le righe, ma è uno che ne capisce di calcio.

Per quanto riguarda le eccezioni, ce n’è una evidentissima: l’Atalanta. Ha un direttore sportivo che parla poco e fa molti fatti, un presidente che ha giocato a calcio e un metodo di lavoro chiarissimo: Gasperini indica come vuole giocare e i profili che gli servono, la società fissa il budget e il ds accontenta tutti e due. Dovrebbe funzionare così ogni squadra. Poi loro conoscono il mercato e ogni volta che fanno un’operazione, non sbagliano. In più, cedono anche i giocatori ‘di corollario’, con poche presenze oppure prestati ad altre squadre. E li vendono a 20-25 milioni, o a cifre anche maggiori.

Una parola la merita anche il Milan. Ha un direttore sportivo che è eccezionale, Ricky Massara. Si sottolinea meno il lavoro suo e di Maldini perché non c’è più la squadra stellare del passato. Però hanno preso buoni giocatori spendendo poco: è chiaro, non compri più Van Basten, quei nomi lì te li devi dimenticare. Però c’è una strategia, e anche l’atteggiamento tenuto nei confronti di Donnarumma, in fondo, è stato logico. Quando non sei più in condizione di tenerti il Ferrari, vai a prenderti un’altra macchina con cui puoi fare tranquillamente lo stesso percorso, magari andando un po’ più piano. E così hanno fatto loro”.