“Scudetto con stipendi in ritardo”: il Chievo fallito attacca l’Inter

inter scudetto chievo
Inter scudetto (Getty Images)

Il Chievo Verona non ci sta all’idea di andar via dal calcio che conta, giovedì sarà al Consiglio di Stato per l’ultimo grado di giudizio utile nel tentativo di ribaltare il proprio destino.

Il presidente Campedelli chiede l’iscrizione in soprannumero al campionato di serie B ed è stato protagonista di uno sfogo in un’intervista a Repubblica.

Il Chievo punta a far valere le proprie ragioni, affermando di aver seguito una strada consentita in Italia dopo l’emergenza Covid: “La Figc ha deciso che non potevamo iscriverci nè in serie B nè nei Dilettanti a causa di alcuni arretrati nei versamenti Iva. Ci siamo mossi per tempo, abbiamo chiesto di pagare a rate. A causa delle norme anti Covid, l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate non ha potuto predisporre i documenti. Ho pagato la prima rata il 28 giugno: 800 mila dei 18 milioni di euro che devo allo Stato ma non è bastato”.

Secondo quanto affermato dagli organi di giustizia sportiva e dal Tar, nel calcio per i debiti fiscali non è concessa tale strada.

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Campedelli osserva la partita
Campedelli (Getty Images)

Caso Chievo Verona, Campedelli: “L’Inter ha vinto lo scudetto pagando gli stipendi in ritardo”

Il presidente del Chievo Verona Campedelli nel suo sfogo ha coinvolto anche l’Inter campione d’Italia: “In Europa siamo tra i club messi meglio, il Barcellona ha un miliardo di debiti, l’Inter ha vinto lo scudetto pagando gli stipendi in ritardo. Ho pagato i giocatori fino a maggio, poi a giugno è scoppiata la bufera”.

Campedelli sottolinea la disparità di trattamento rispetto alla linea molto “permissiva” sul piano del debito: “Giovedì ci presenteremo al Consiglio di Stato che ha accettato d’anticipare l’udienza, abbiamo fatto tutto secondo le regole. Il calcio vive sui debiti e i pagherò ma paghiamo soltanto noi”.

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È stato affrontato anche il tema della società fondata da Sergio Pellissier per far ripartire il Chievo Verona almeno dalla serie D: “Non ci sentiamo più, nella vita è complicato trovare le persone ma ci vuole un attimo a perderle. Leggo che ha intenzione di rilevare il club a capo di una cordata. Siamo pronti a parlarne, per i tifosi e i 50 dipendenti che sono l’anima del club”