“Grazzie” e “tiffosi”: i refusi di Cristiano raccontano più dei suoi saluti

Ronaldo esulta
during the Group H match of the UEFA Champions League between Manchester United and Juventus at Old Trafford on October 23, 2018 in Manchester, United Kingdom.

L’addio maldestro di Cristiano Ronaldo e i refusi che raccontano più dei suoi saluti: la ‘gaffe’ social dell’ex bianconero

Tre stagioni alla Juventus, due Scudetti, qualche coppa nazionale e la solita scorpacciata di gol. Dopo 101 gol in 134 presenze, Cristiano Ronaldo saluta Torino e il pubblico bianconero, e approda al Manchester United dell’amico Solskjaer. Il portoghese era stato ad un passo dall’approdare al City, e invece la telefonata del mentore Sir Alex Ferguson ha impedito l’incidente diplomatico con la tifoseria dei Red Devils.

Intanto, Cristiano Ronaldo non ha mancato di ringraziare la Juventus e i suoi supporters. Seppur non sia riuscito a conquistare la Champions League con la maglia dei bianconeri, il portoghese si è confermato tra i migliori cannonieri al mondo anche nel nostro campionato. E adesso, farà ritorno in Premier League, dove tutto ebbe inizio.

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L’addio maldestro di Ronaldo racconta il suo rapporto con la Juventus

Sui social, Ronaldo ha postato un breve video di saluti al pubblico bianconero, corredato da un lungo post di addio, dal sapore molto istituzionale. A colpire, però, non è certo il trasporto o la commozione del goodbye di CR7. Quel “Grazzie” e quel “tiffosi” che compaiono nel breve video-saluto e nel post allegato sono due refusi che raccontano molto del rapporto vissuto tra il portoghese e la Juventus.

Ovvero, un rapporto mai nato davvero, a senso unico nell’esaltazione dell’azienda-Ronaldo, ancor prima del Ronaldo-giocatore. Una figura divenuta troppo ingombrante per i bianconeri, paralizzati sul mercato dai costi di mantenimento faraonici e da uno stipendio (quello di Ronaldo) non più digeribile per la dirigenza della Juventus. Soprattutto, dinanzi alla scomparsa di quell’aurea da intoccabile, che il ritorno di Allegri ha demolito nel giro di un weekend.